Un successo o un flop? E adesso si litiga anche sulla Notte dei saldi

Nelle foto pubblicate dal centrosinistra le strade appaiono semivuote Ma le immagini diffuse dall’assessore dimostrano tutto il contrario
PESCARA. Dopo la Notte dei saldi, la pioggia di polemiche. L’opposizione posta foto sui social con le strade del centro che appaiono semivuote e l'Ascom incalza: «Tre quarti dei negozi sono chiusi: lo vogliamo definire un successo?». Mentre l'assessore al Commercio, Alfredo Cremonese, difende il suo operato e quello di tutti i negozianti che hanno scelto di rimanere aperti fino a mezzanotte: «Il centro era affollato di pescaresi, turisti e stranieri in un giorno infrasettimanale. Alcuni commercianti hanno venduto anche l’invernale. Su corso Vittorio con poche attrattive apriremo una riflessione, e per il prossimo anno pensiamo di allargare l'esperimento negli altri quartieri». E si dice pronto a un cambio di strategia: «Per i saldi di Natale ci organizziamo da subito e dalla primavera lavoreremo per la programmazione estiva di eventi e progettualità». Obiettivo sollecitato da tutte le categorie degli esercenti, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Ascom e Confartigianato.
Ma intanto, nella notte di San Lorenzo, altro che stelle: sui social piovono accuse e polemiche. Come quella innescato da Olivia Chiarolla, rappresentante Ascom e titolare di due negozi di abbigliamento, che scrive a Cremonese mentre quest’ultimo si trova, come scrive, in una «affollata» via Roma. «Come me, che ho chiuso alle 20.15 per scelta, 3/4 dei negozi erano chiusi, tra corso Umberto, corso Vittorio, i portici e piazza Salotto dove ho notato un mortorio allucinante», affonda Chiarolla. «Adesso se vogliamo dire che è un successo diciamolo pure», citando uno per uno i negozi con le serrande abbassate nella notte dello shopping di (quasi) fine estate, «ma se la città era piena di gente, in crescendo a tarda sera, e con i negozi chiusi, devo pensare che le categorie di commercianti non sono state abbastanza rappresentative. Una figuraccia per l’assessore. Io mi dispiaccio per la città che ci rimette nell’immagine».
E intorno alle 22 della sera dei saldi, il consigliere di opposizione Francesco Pagnanelli posta le immagini del «fallimento di un progetto in piena estate».
«Ma quale deserto», ribatte Vincenzina De Sanctis, Confcommercio, «tantissima gente per strada, turisti stranieri e italiani, lombardi, piemontesi, laziali. Lo shopping serale è piaciuto. Ritengo che se lasci i negozi aperti, qualcuno entra subito o torna a comprare un altro giorno. Serve solo una programmazione molto anticipata». In linea, Marina Dolci di Confesercenti: «Bella affluenza di stranieri, tanto passeggio. Bene l’orario, non occorre fare la notte. Peccato solo pochi eventi in alcune zone del quadrilatero, piazza Salotto e corso Vittorio. Prossimo anno necessaria tanta pubblicità e una organizzazione anticipata anche per programmare ferie e turni dei dipendenti».
D'accordo Fabrizio Vianale, Confartigianato: «La notte dei saldi va calendarizzata con mesi di anticipo con brochure da distribuire e pagine social per informare». Carmine Salce, Cna, propone lo spostamento della notte dello shopping «a settembre, con la chiusura delle promozioni. In agosto ci sono troppi eventi in giro e le folle si spostano sul lungomare». Da corso Vittorio, Simone Sablone, calzature Masi: «La nostra prima notte bianca ha avuto un bel riscontro. Peccato nessuna attrattiva, a nostre spese abbiamo chiamato un dj». Ribatte Cremonese: «Rifletteremo su corso Vittorio, ma in altre vie del centro c’erano folla e turisti, ristoranti pieni e molti negozi aperti. Molti anche chiusi, è vero: ma non è stato un dispetto all'assessore, è andata persa una opportunità. Mi spiace per i turisti che hanno trovato le saracinesche abbassate». E poi: «Punto tutto sullo shopping notturno, da fare dopo cena e con comodità. Ma occorre un cambio di mentalità da parte dei commercianti. Per Natale cominceremo a lavorare subito».

