Un test geoelettrico e sismico a 25 metri di profondità

12 Novembre 2014

MONTESILVANO. Una «frana di crollo». Così i geologi della Tecnologie Pm di Massimiliano Pilone hanno classificato il movimento franoso di via Aspromonte durante l’indagine geologica commissionata dal...

MONTESILVANO. Una «frana di crollo». Così i geologi della Tecnologie Pm di Massimiliano Pilone hanno classificato il movimento franoso di via Aspromonte durante l’indagine geologica commissionata dal Comune per stabilire la pericolosità e l’ampiezza dell’area interessata dalla frana.

«Tramite queste metodologie geofisiche», spiega uno dei 5 esperti intervenuti, il geologo Riccardo Di Pasquale, «si va ad investigare il sottosuolo senza interventi invasivi, come trivellaggi e perforazioni, meno adatti a una situazione di pericolo di questo tipo. Attraverso questa indagine, investighiamo il terreno fino a 20/25 metri di profondità con la metodologia geoelettrica e sismica. Faremo due sezioni bidimensionali del terreno», ha illustrato, «per vedere, in corrispondenza della nicchia di distacco, se questo distacco persiste anche sotto l’asfalto, in un’area non visibile».

In questo caso, a correre rischi sarebbe anche l’abitazione della famiglia Zimei che si affaccia sull’area franata. Nell’arco di qualche giorno, gli esperti elaboreranno i dati raccolti e forniranno al Comune una risposta in merito alla gravità della situazione. (a.l.)

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