Un viaggio lampo in Albania prima del sequestro della droga

Montesilvano, l’inchiesta sui 30 chili di marijuana trovati nel garage di corso Umberto: la finanza scopre una vacanza dei due arrestati a Valona e ipotizza una trattativa con i grossisti locali
MONTESILVANO. In auto da Montesilvano fino al porto di Brindisi, poi su un traghetto per Valona, in Albania, e ritorno nel giro di un pugno di giorni. Gli arrestati per il carico da 30 chili di droga scoperto dalla finanza nel garage di corso Umberto, Gianni Crisante, montesilvanese di 48 anni, titolare di un chiosco di panini, e Orgest Dashi, albanese di 31 anni, un passato prossimo da muratore e operaio precario e un presente da disoccupato ma trovato con 4.600 euro in tasca, hanno detto che è stata una vacanza. Ma per la finanza, la versione resa durante l’udienza di convalida davanti al gip Gianluca Sarandrea non può reggere: l’ipotesi degli investigatori è che i due siano andati a Valona per trattare un carico di droga con i grossisti locali. Poi, nel locale di corso Umberto, sono stati trovati tre sacchi neri della spazzatura con dentro 16 pacchi di droga, da quasi due chili l’uno, pronti per essere divisi in dosi e spacciati sulla riviera della movida, a Montesilvano e a Pescara. Come sia arrivata la droga in città è una delle domande dell’inchiesta coordinata dal pm Silvia Santoro: la finanza, guidata dal comandante provinciale Francesco Mora, ipotizza che il carico non sia sbarcato dal traghetto, troppi controlli da evitare e troppi rischi. I pacchi potrebbero essere arrivati con un gommone e poi portati nel garage. Di certo c’è che a organizzare il traffico potrebbero esserci altri oltre a Crisante e Dashi: gli investigatori pensano a un gruppo capace di smistare la marijuana.
Montesilvano - Albania: non è una novità il canale scoperto dalla finanza ma una conferma che i signori del traffico di marijuana sono albanesi. Un’inchiesta condotta nel 2008 dai carabinieri ha documentato la presenza in città di un boss albanese, detto “Cravattone”, per trattare con una famiglia rom di via Marche. Poi, negli ultimi due anni si contano altri due maxi sequestri che seguono la rotta dell’Albania. Il 5 gennaio un’operazione della squadra mobile di Pescara ha portato alla scoperta di altri 17 chili di marijuana in un garage a Marina di Città Sant’Angelo, appena dopo il confine, con l’arresto di un altro albanese. Dalla perquisizione sono saltati fuori anche un chilo e 800 grammi di cocaina divisi in vari pacchetti da 5, 20, 50 e 100 grammi, in una stanza dell’appartamento adibita a laboratorio: droga per un valore di circa 110 mila euro. Tornando indietro al 22 agosto 2012, un altro sequestro dei carabinieri da 32 chili di marijuana, divisi in 28 panetti. Nella stessa operazione, trovati anche altri 17 chili di marijuana nell’auto di un residente di Pineto fermata sull’Asse attrezzato: la vendita al dettaglio avrebbe fruttato mezzo milione di euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

