Un viaggio nel paese sotterraneo

Città Sant’Angelo, ricerca con gli speleologi sulle cisterne di fine Ottocento
CITTÀ SANT’ANGELO. Quasi un secolo e mezzo dopo la creazione di un cisternone che riforniva d’acqua il paese, riemerge la Città Sant’Angelo sotterranea. Il nuovo studio idrogeologico non invasivo tutela e racconta la metà più profonda e nascosta della città. La presentazione, nata dall’esigenza di riscoprire il territorio partendo dai luoghi di importanza storica, è in programma al teatro comunale il 28 aprile alle 18 con il sindaco Matteo Perazzetti, l’assessore a Tutela del centro storico Marcello Di Gregorio e la funzionaria della Soprintendenza archeologica Anna Dionisio.
«Era da molto tempo che volevo organizzare questo evento», confessa l’assessore Di Gregorio, «lo scopo è quello di mettere in luce dei siti nascosti fino ad ora inesplorati, vogliamo portare all’attenzione la ricchezza del nostro sottosuolo. A questo proposito è risultato prezioso il lavoro degli esperti».
A indagare sulla parte archeologica di Città Sant’Angelo, l’archeologa Alessandra Ciarico, lo speleosub Sergio Agnellini e lo speleologo Guglielmo Di Camillo. «Si tratta di una ricerca inedita», racconta Di Camillo, «siamo i primi ad operare sul territorio dopo aver illustrato a novembre scorso una presentazione su Atri sotterranea. In questo specifico caso, le indagini, in collaborazione con Comune e Soprintendenza, si sono concentrate sul sistema idrico, in particolare le cisterne e il cisternone, attraverso opere di rilievo non invasivo».
La cisterna pubblica, detta cisternone, è una struttura a mattoni con volte a botte a crociera – opera dell’ingegnere Antonio Liberi – che veniva utilizzata per la fornitura dell’acqua a Città Sant’Angelo. Ubicata sotto il Piano degli Zoccolanti, l’odierno Giardino comunale, oggi serve proprio ad irrigare l’area verde sovrastante. Servirono otto anni di lavoro per costruirla: nel 1885 fu affidato l’incarico di progettazione e direzione lavori al geometra Nestore Baiocchi e, successivamente, il 4 marzo 1886, dopo vari avvisi d’asta, furono aggiudicati i lavori alla ditta Donato Giansante. Fu finalmente collaudata nel 1894. «Mostreremo», conclude Di Camillo, «i risultati del rilevamento fotografico e videografico correlati da informazioni e proiezioni alla presentazione del 28 aprile».

