Una città di smemorati: dalla sigaretta elettronica all’auto, 7mila denunce

Di tutti i generi gli oggetti smarriti segnalati ai carabinieri Ma c’è anche chi finge di perdere i documenti per non pagare
PESCARA. Aveva un valore affettivo troppo grande. Quella penna, con l’incisione dei nomi degli sposi, era un regalo speciale, ricevuto per le nozze d’argento. Per questo un uomo ha deciso di denunciarne lo smarrimento ai carabinieri. Sperava che qualcuno la trovasse e gliela restituisse, ma non è escluso che l’abbia ritrovata in casa. La sensazione è stata di disorientamento totale anche per la giovane baby sitter che non se l’è sentita di tornare dai suoi datori di lavoro quando si è accorta di aver lasciato da qualche parte la borsa con i vestitini di ricambio della bimba, cioè un completino griffato molto costoso. Anche lei ha citofonato alla stazione dell’Arma e ha chiesto di sporgere denuncia.
È chiaro che molti attribuiscono un potere quasi miracoloso alle segnalazioni di smarrimento formalizzate davanti ai carabinieri, e lo dimostrano anche i casi, assurdi, di chi ha chiesto di denunciare la perdita della sigaretta elettronica oppure dell’automobile, parcheggiata chissà dove. C’è poi chi fa mettere nero su bianco lo smarrimento di un documento di identità che non è mai stato perso, ma è stato usato dallo stesso intestatario per mettere a segno una o più truffe, magari servendosi di Internet. E c’è anche chi si è defilato da un hotel senza pagare il conto e pensa di risolvere tutto con la denuncia, accusando altri di aver usato il suo documento “smarrito”.
Ogni giorno le tre stazioni di Pescara (Pescara principale, Pescara Scalo e Pescara Colli) ricevono una ventina di dichiarazioni di smarrimento, di documenti d’identità o comunque personali, e nel 2016 si è arrivati a un totale di 6296, a cui aggiungere le mille raccolte dalle altre forze di polizia. Un numero in linea con l’anno precedente, confermato anche nel 2017. Questo vuol dire che in due anni e mezzo si è arrivati a 17mila documenti finiti nel nulla, come segnala il comandante provinciale Marco Riscaldati, affiancato da Claudio Scarponi, comandante della compagnia di Pescara, e da Claudio Ciabattoni, comandante della stazione di Pescara principale, «quella che raccoglie più denunce delle altre».
Nella classifica dei documenti introvabili il primo posto tocca a quelli di identità personale, che solo in minima parte «finiscono nelle mani della delinquenza», mentre nella maggior parte dei casi la perdita «avviene dentro casa». A seguire i certificati di proprietà e le carte di circolazione delle auto, i cellulari, le carte di credito/debito e le tessere sanitarie. Tra i casi buffi, e sono tanti, quelli di chi non vuole rinunciare al passaporto per la foto o i visti.
Si perde per «sbadataggine, disattenzione e incuria» e lo sa bene un centro per il ritiro degli acquisti on line che ha collezionato 37 carte di identità di cittadini sbadati e poi li ha consegnati all’Arma. Sempre nelle tre stazioni arrivano dalle Poste una serie di documenti che, ritrovati in giro, vengono infilati nelle buche delle lettere.
La mole di lavoro è consistente, per l’Arma. Per una denuncia possono servire da 5 minuti a un’ora, essendo necessario inserire una serie di dati, come il numero, la data di rilascio e l’ente che ha emesso il documento. Proprio perché alla base di tutto ci potrebbe essere una distrazione momentanea, Riscaldati lancia l’appello a chi non ci pensa neppure un secondo prima di rivolgersi ai carabinieri: sarebbe bene, dice, riflettere su ciò che si è fatto, e ripercorre gli ultimi spostamenti perché magari l’oggetto introvabile viene fuori. E comunque, dopo aver presentato denuncia, è opportuno segnalare il ritrovamento, laddove avvenga.
Va sottolineato che non per tutti i documenti la denuncia è obbligatoria e in molti casi potrebbe essere sufficiente servirsi di un’autocertificazione, anche se poi ci sono diversi enti, pubblici e non, che pretendono la denuncia. È per questo, ad esempio, che qualche giorno fa un pescarese ha dovuto denunciare lo smarrimento della chiave della cassetta di sicurezza della banca, per poter avere il duplicato.
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