«Una città Erasmus con 278 nuovi alloggi»

PESCARA. Il sindaco uscente Carlo Masci, espressione del centrodestra, ribadisce quanto fatto per contribuire a migliorare, da qui ai prossimi anni, l’accoglienza degli studenti fuori sede in città....
PESCARA. Il sindaco uscente Carlo Masci, espressione del centrodestra, ribadisce quanto fatto per contribuire a migliorare, da qui ai prossimi anni, l’accoglienza degli studenti fuori sede in città. In particolare, ricorda il recupero dell’ex Ferrhotel, «dove», dice, «i lavori vanno avanti e quando saranno completati ci saranno 78 stanze per studenti in una struttura che si trova in un punto nevralgico del centro cittadino».
«Inoltre», aggiunge, «grazie all’operazione effettuata nell’area ex Di Bartolomeo, gli interventi porteranno alla realizzazione di un altro studentato, vicino all'attuale sede universitaria, che avrà circa duecento posti. Pescara, quindi, aumenterà la sua dotazione di alloggi per studenti. Un risultato incredibile, perché un’operazione del genere non era nemmeno immaginabile fino a qualche anno fa». E sul futuro del polo universitario, in vista di un possibile potenziamento, Masci dice: «Per quanto riguarda i rapporti con il diritto allo studio c’è stata, da sempre, in questi anni, una grande collaborazione con l’università. La nostra idea è quella di spostare la caserma dei vigili del fuoco in un’altra zona di Pescara, per fare in modo che l’attuale struttura di viale Pindaro possa essere direttamente collegata all’edificio universitario. Immagino, inoltre, che il parco ex Caserma Cocco possa diventare parte integrante di un grande campus che Pescara non ha mai avuto». Il sindaco uscente punta, inoltre, a fare di Pescara una città Erasmus, al pari di altre realtà simili. «Credo che la nostra città possa essere un luogo ideale di attrazione per giovani universitari provenienti da altri paesi europei, perché vanta una posizione strategica e ha dei servizi all'avanguardia. Pescara può dare molto dal punto di vista della ricerca e dell'innovazione e potrebbe anche ospitare un super sistema tecnologico con dati e informazioni, come quello di Bologna». (s.d.v.)

