Una corona in ricordo dei bombardamenti

La commemorazione in consiglio comunale. Masci: «Cancellate intere famiglie in dieci, lunghi minuti»
PESCARA. Bastarono «dieci lunghi, interminabili, minuti per cancellare intere famiglie, mamme, papà, nonni, adolescenti che si affacciavano alla vita e che in un attimo hanno visto il loro mondo infrangersi contro il muro di 500 bombe sganciate dai bombardieri americani sulla città». «Pescara il 31 agosto 1943 perse anche l’illusione che quel conflitto fosse una cosa lontana. Il ricordo dei caduti innocenti non è solo un doveroso atto di omaggio ai pescaresi strappati alla vita e agli affetti, ma di consapevolezza, rispetto delle libertà e delle conquiste istituzionali». Con queste toccanti parole il sindaco Carlo Masci e il presidente del consiglio Marcello Antonelli, ieri pomeriggio, hanno commemorato le vittime, non meno di duemila, dei bombardamenti che 77 anni fa distrussero la città adriatica alle 13,20 di un giorno qualunque, mentre i pescaresi erano intenti a fare il bagno in mare e a pranzare in casa.
La cerimonia del ricordo, trasferita a causa della pioggia da largo Chiola nella sala consiliare dove si stava svolgendo il consiglio comunale, si è aperta con l'inno di Mameli, davanti a una platea di autorità, il vice prefetto Carlo Torlontano, il vice comandante provinciale dei carabinieri Gaetano La Rocca, il comandante dei carabinieri forestali Giancarlo D'Amato, il tenente colonnello della guardia di finanza Gabriele Miseri, rappresentanti della polizia e della municipale. In prima fila, il presidente della Provincia Antonio Zaffiri, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il vice Domenico Pettinari, consiglieri e assessori comunali. Con i labari di appartenenza in mano, i rappresentanti di varie associazioni, Camillo Savini, Nastro Azzurro e con Cristophe Ruffier per la Guardia delle reali tombe del Pantheon; Lino Di Matteo per i bersaglieri; Valentino Di Bartolomeo, polizia penitenziaria; Nicola Palombaro, Anpi, partigiani d'Italia; Luigi Campomizzi, Anfi finanzieri; Bartolomeo Alberto Di Pinto e Domenico De Mici, Aeronautica; Tito Di Sante per AssoArma.
Tante le sedie vuote, pandemia e maltempo hanno contribuito all'assenza dei cittadini. Ma l'emozione era viva. «Se è vero che la storia non assolve e non condanna, perché la storia spiega», ha detto Masci, «sta alla nostra generazione trarre le conclusioni del passato, affinché questo evento non sia solo un appuntamento su calendario, ma divenga un elemento identitario. Per sapere dove andiamo non possiamo fare a meno di conoscere e tramandare chi siamo e da dove veniamo». La celebrazione, durata appena mezz'ora, si è chiusa con la deposizione della corona d'alloro ai piedi della sala da parte del sindaco Carlo Masci, il vice prefetto Torlontano e il presidente Antonelli che hanno chiuso: «Ricordiamoci del martirio di tanti pescaresi ogni volta che vediamo o citiamo la medaglia d'oro al merito civile concessa nel 2001».
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