Una donna sfida l’Ordine dei dottori commercialisti

Maria Chiara Rapino guida la lista numero uno “La realtà del cambiamento” È la prima candidata per la presidenza: «Metto a disposizione la mia esperienza»
PESCARA. È la prima donna a candidarsi alla presidenza dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Pescara. Maria Chiara Rapino, sguardo aperto e diretto, è pronta a dare un nuovo corso all'Ordine pescarese alla guida della lista numero 1, «La realtà del cambiamento». La sua è la storia di una vita dedicata alla professione, fin dal 1991, anno in cui diventa commercialista. Ricopre il ruolo di segretario del consiglio dell'Ordine, e per quattro anni è stata anche nella Fondazione dei commercialisti. Il suo sfidante alle elezioni, che si terranno il 3 e 4 novembre, è Giancarlo Grossi, presidente della stessa Fondazione. «In questi anni», spiega Rapino, «ho costituito l'organismo di mediazione civile dell’Ordine e ho promosso, insieme all'università D'Annunzio, il primo corso di specializzazione in Italia per “Gestore della crisi”, oltre alla costituzione dell'Occ (Organismo di composizione della crisi), sempre con riferimento al sovraindebitamento delle aziende e del consumatore».
Una lunga esperienza che Rapino mette da tempo a disposizione dell'ente. «Ho organizzato almeno due corsi l'anno, per diversi anni, in collaborazione con gli avvocati di Pescara», afferma, «e in questi corsi ho tenuto diverse docenze. Ho annunciato anche l'impegno, in caso di vittoria, a continuare a prestare gratuitamente la mia attività di docenza nei corsi di formazione e aggiornamento organizzati da Ordine e Fondazione». Nel programma elettorale, sottoposto ai 1.060 commercialisti che sono chiamati al voto, si dà ampio spazio ai giovani ma anche e soprattutto alle competenze. «Esaltare le capacità dei colleghi rappresenta uno dei nostri punti di forza», continua la candidata alla presidenza, «le commissioni di studio e gli incarichi saranno affidati in un'ottica di trasparenza e competenza. Prevedendo l'obbligo di astensione del presidente e dei consiglieri dall’accettazione degli incarichi medesimi. Metteremo in campo un cambiamento vero: non rinnego il lavoro svolto dal consiglio di cui ho fatto parte, ma è mancata troppo spesso l'opportunità di condividere. Per responsabilità non ho votato contro le delibere assunte, ma a fine mandato è arrivato il momento di cambiare finalmente il metodo di gestione di questo consiglio». Per quanto riguarda l'apertura dell'Ordine al nazionale, Rapino afferma come sia «un passo che va fatto con serietà, sacrificando parte della propria vita al servizio dell'Ordine».
Spirito di sacrificio che non sembra mancare a questa donna che non dimentica i meno fortunati. «Sono revisore contabile del Banco alimentare», afferma, «credo nel volontariato come servizio, la condivisione è alla base della mia formazione. Insieme alla mia lista, voglio aprire l'Ordine a tutti, attraverso un orario più ampio, ma anche nel senso più fattivo di accoglienza e servizio». Un concetto sottolineato anche dal candidato alla vice presidenza Carlo Gabriele. «Noi andremo all'Ordine per fare e per dare, non per avere. Chiara rinuncerà a qualsiasi incarico pubblico le venga offerto. L'Ordine tornerà ad essere la casa di tutti gli iscritti, che dovranno diventare collaboratori della sua crescita». Questi i candidati al consiglio dell'Ordine che appoggiano la corsa alla presidenza di Maria Chiara Rapino: Carlo Gabriele, Andrea Di Prinzio, Raffaella Carosella, Valeria Giancola, Andrea Ricci, Francesca Della Torre, Giuseppe Baglioni, Marco Pace, Simona D'Alessandro, Giovanni Fimiani, Mario Del Vecchio, Cinzia De Amicis, Pierluigi Serafini, Alessio Di Pietro e Andrea Anchini. E i candidati al collegio dei revisori: Luca Cosentino, Francesco Paci, Donatello Sciubba, Giacomo Acerbo e Gina Pantoli.
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