Una donna su tre ha subìto abusi o violenze

I dati diffusi per la giornata mondiale. In aumento le molestie sui luoghi di lavoro: l’80% non denuncia
L'AQUILA . Le chiamano “amore”, a volte “tesoro”. Attimi di inaspettata protezione che celano l'improvvisa violenza, fisica e psicologica. Sono mariti, compagni, amanti, sempre più spesso datori di lavoro. Uomini che hanno le chiavi di casa o, comunque, rientrano nella sfera affettiva e lavorativa delle vittime. Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che si celebra oggi, si torna a parlare di un fenomeno sempre più diffuso, alla luce dei numeri raccolti: il sopruso, il ricatto, i maltrattamenti fisici che, nella peggiore delle ipotesi, sfociano nel femminicidio. I casi, anche in Abruzzo, sono in aumento e la nuova normativa sul “codice rosso” non sembra arginare la spirale di violenza. Secondo l’Istat quasi 1 donna su 3, ben il 31,5%, fra i 16 e i 70 anni ha subito una qualche forma di abuso fisico o sessuale. E i dati abruzzesi non si discostano dal trend nazionale. In crescita esponenziale anche le molestie sui luoghi di lavoro, la “nuova frontiera” della violenza, «quella più difficile da scoprire e combattere. Sappiamo che l'80,9% delle donne che subiscono molestie sul lavoro non denunciano per questioni di vulnerabilità della vittima, ma anche e soprattutto per via dello squilibrio di potere», ha detto Francesca Di Muzio, avvocato e docente di Diritto penale alla Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università di Macerata, durante un convegno organizzato dalla sezione Abruzzo-Molise degli Avvocati giuslavoristi italiani, «una violenza subdola che si presenta in un caso su due sul posto di lavoro. A livello penale il problema è che non abbiamo un reato penale legato alle molestie sessuali, ma varie fattispecie penali sulle quali si può lavorare per incardinare un processo a carico di un collega o del superiore gerarchico».
L'analisi effettuata da Uecoop Abruzzo parla chiaro: «Nei primi dieci mesi di quest'anno», evidenzia l'associazione, «sono stati già 94, in Italia, gli omicidi con vittime femminili. Quasi uno ogni tre giorni. 80 commessi in ambito familiare o affettivo e 60 all'interno di una relazione di coppia. Nel 2018, le donne uccise sono state 142, una in più dell'anno precedente: in termini relativi l'anno scorso le vittime femminili hanno raggiunto il valore più alto mai censito in Italia, attestandosi sul 40,3%, a fronte del 35,6% dell'anno precedente». Anche i dati diffusi ieri dal Centro antiviolenza Ananke di Pescara delineano un quadro allarmante, con 999 donne che si sono rivolte all'associazione nell'ultimo anno. 150 sono state avviate ad un percorso di sostegno. Nell'84% dei casi ci si limita ad una semplice richiesta di informazioni: il vero compito di chi riceve la chiamata o effettua un colloquio preliminare è capire cosa si cela dietro la richiesta di aiuto.
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