Una famiglia dell’Aquila in fuga: «È stata un’esperienza terribile, un altro incubo dopo il 6 aprile»

10 Settembre 2023

Il racconto di Elisa Totaro, a Casablanca con la famiglia: «Abbiamo vissuto uno choc» I ricordi vanno al sisma del 2009: «Le stesse paure, ma quell’esperienza ci ha aiutati»

L’AQUILA. Le loro menti sono tornate indietro nel tempo, alla notte del dolore. 6 aprile 2009: L’Aquila. Il terremoto, la paura, la distruzione. Un incubo che non si cancella. La tragedia è ancora di fronte ai loro occhi: a pochi chilometri di distanza, la furia della terra ha già raso al suolo interi villaggi e seminato vittime. Oltre 1.300 secondo i dati ufficiali, ma il bilancio è destinato a salire. «Un’esperienza choccante proprio come quella vissuta all’Aquila. La stessa sensazione di paura. E pensare che fino a ieri pomeriggio (venerdì, ndr) eravamo a Marrakech», racconta Elisa Totaro qualche minuto dopo essere atterrata all’aeroporto di Fiumicino insieme al marito Luca Dionisi e alle due figlie. Un volo partito da Casablanca alle 12.40 locali (le 13.40 italiane) li ha riportati in Italia alle 16.40. Un viaggio in fuga dalla devastazione perché, fino a poche ore prima, la famiglia aquilana si trovava in Marocco, al centro del teatro dell’apocalisse.
il racconto
Una vacanza di fine estate come tante, in quella terra selvaggia e affascinante capace di richiamare ogni anno milioni di turisti. Giornate di sole e relax, di svago e allegria. Prima della paura. Alle 16 di venerdì Luca, Elisa e le bambine lasciano Marrakech e si trasferiscono in un hotel a Casablanca. È lì che il terremoto li sorprende poco prima di coricarsi. «È stata la nostra salvezza, non sappiamo come sarebbe andata se fossimo rimasti a Marrakech dove tutto è distrutto». La scossa devastante di magnitudo 7.0 alle 22.45 (le 23.45 italiane). Elisa racconta: «Eravamo in uno degli ultimi piani dell’albergo e abbiamo sentito una forte scossa». Seguono momenti concitati: «Memori dell’esperienza dell’Aquila, abbiamo fatto immediatamente i bagagli e siamo scesi nella hall. Qui c’erano tante persone, anche altri italiani. Abbiamo parlato con un ragazzo di Roma, era molto spaventato e provato. Sono stati istanti molto difficili. In molti avevano paura. C’era poi molta confusione». La notte insonne, le luci dell’alba e le notizie della strage: «Da quel che sappiamo a Casablanca ci sono stati crolli soltanto in periferia, nei quartieri in cui si trovavano le abitazioni più antiche», racconta ancora Elena, farmacista calabrese ma ormai aquilana di adozione. La donna vive in città insieme al marito Luca e alle loro due figlie. Ha ancora negli occhi il dramma del sisma del 2009: «L’esperienza vissuta in Marocco ci ha riportato immediatamente al 6 aprile e a quello che abbiamo vissuto. Ma l’esperienza di quel giorno ci ha aiutato molto su come comportarci in quei momenti così difficili». Fino a qualche ora prima della scossa, la famiglia aquilana si trovava a Marrakech, nella regione epicentro del sisma. La città più ferita: centinaia le vittime, migliaia gli sfollati, case distrutte e ospedali al collasso. Sono crollati diversi edifici storici e parte del minareto della moschea nella famosa piazza Jamaa el-Fna. Si sono verificati diversi blackout e per alcune ore le connessioni a internet non hanno funzionato. «Essere tornati a Casablanca è stata la nostra salvezza», ripete ancora una volta Elisa.
«un paese meraviglioso»
Nonostante la terribile esperienza vissuta, Elisa e la sua famiglia parlano con entusiasmo della loro esperienza in Marocco. E sfogliano l’album delle fotografie scattate in alcuni dei luoghi più suggestivi del Paese: c’è il villaggio berbero Ourika, i monti brulli dell’Atlante, l’affascinante piazza della Terrazza di Marrakech e il sontuoso Palazzo El Bahia. «il Marocco è un paese meraviglioso», dice ancora Elena, «e se ne avessi avuto la possibilità sarei rimasta ad aiutare le persone in questo momento così difficile».
gli italiani
Secondo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, erano 500 gli italiani che si trovavano in Marocco al momento della catastrofe, 200 quelli registrati. Molti di questi hanno già fatto rientro in Italia. Secondo la Farnesina non ci sono vittime né feriti tra i nostri connazionali. L’appello è quello di recarsi negli aeroporti di Casablanca e Rabat, dove il traffico aereo prosegue regolare. A Marrakech i voli sono bloccati. Il Palazzo Reale ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.
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