«Una famiglia sempre unita»

Di Mastrogirolamo, operaio in Fameccanica, e la compagna infermiera hanno un’altra figlia
PESCARA. Enio Di Mastrogirolamo, 54 anni, operaio della Fameccanica e la sua compagna, Daniela Ruzza, un lavoro in Terapia intensiva prima di vincere il concorso alla Asl, sono i genitori del piccolo Luca, 4 anni, e di Lara, una bella bambina di 5 anni e mezzo.
La famiglia vive a Montesilvano, lungo via Verrotti. Un papà e una mamma legatissimi ai figli, una vita piena di sorrisi, a giudicare dalle immagini, custodite con affetto dagli amici, dove la coppia è ritratta in momenti di serenità.
«Vivevano gli uni per gli altri, Enio portava i suoi figli ovunque andasse, non li lasciava mai», dice un’amica. Il papà del bambino ha vissuto l’infanzia nella casa di campagna di strada Palazzo, circondato da pace e silenzio, ad una manciata di chilometri dalla vita frenetica della città. Un posto isolato ma suggestivo, immerso tra gli uliveti.
Ha frequentato le medie alla Rossetti, ha studiato ingegneria meccanica e ha trovato un lavoro in Fameccanica a Sambuceto. Ha girato in lungo e in largo, in Italia, prima di avere un impiego fisso. Ma la sua grande passione è sempre stata la terra, rivelano parenti e amici.
Nella casa dei genitori dove è cresciuto tornava ogni fine settimana, oppure solo la domenica. «Non si fermava mai, aveva sempre tanto da fare», rivela un amico. Sempre su quel trattore, un cingolato Landini 6000, a lavorare sulle zolle.
Anche ieri pomeriggio era alla guida di quel mezzo, ma la sua vita si è fermata quando, per una tragica fatalità, ha visto morire il suo amatissimo figlioletto.
L’Abruzzo è stato segnato da un’altra tragedia, lontano da Pescara, sempre in una zona agricola. È avvenuta il 31 ottobre 2014, quando ha perso la vita in un campo, a Celano, Sandro Contestabile. Aveva 18 anni e aveva scelto di dedicarsi all’agricoltura.
Quel giorno si trovava con il padre Sante, nei campi di proprietà della famiglia, in località Mazzarre di Celano, quando è rimasto schiacciato sotto una fresa. Dopo un primissimo tentativo di aiuto prestato dal padre, sono arrivati i soccorritori e il giovane è stato trasportato in ospedale, dove è morto subito dopo. Non è mai stato dimenticato, dalla famiglia e da chi gli voleva bene: il giovane, un piccolo campione di taekwondo che aveva partecipato a tante gare, è stato ricordato durante le manifestazioni sportive organizzate negli anni successivi. E nel suo nome è stato promosso un memorial, gara di tiro a volo, ad Avezzano. Sempre a lui è stata intitolata l’aula video dell’Istituto tecnico economico di Celano. (c.co.)

