Una famiglia su 10 è in povertà L’Abruzzo stringe la cinghia

5 Novembre 2024

Cresce anche l’esercito di chi un lavoro ce l’ha, ma non riesce a far fronte a tutte le spese

S'ingrossano le file dell'esercito dei nuovi poveri in Abruzzo. Famiglie numerose, monoreddito, separati, anziani con pensioni minime e nuclei familiari con disabili a carico. Padri che, a causa della perdita del posto di lavoro, non riescono più a pagare affitti e bollette. Non solo una povertà estrema: a fare paura, oggi, è quel "limbo" in cui versa chi è in forte difficoltà economica, arranca e tira la cinghia. Ma, a volte, non basta. I dati Istat parlano chiaro: il 10% dei nuclei familiari abruzzesi è condizioni economiche estremamente precarie. A conti fatti, 57mila famiglie. Ed è in crescita il fenomeno dei "working poor" ovvero coloro che non riescono a superare la soglia della povertà, nonostante un impiego, secondo i dati Istat. A questo si aggiungono l'emergenza abitativa, legata al caro- affitti, che ha fatto salire a 1.672 il numero degli sfratti, e la cancellazione del sussidio contro la povertà per circa 12mila famiglie. Uno spaccato della società abruzzese, quest'ultimo, fornito dalla Cgil nel suo ultimo report.
I NUOVI POVERI
Che in Abruzzo povertà e precarietà lavorativa siano in forte crescita, lo confermano i dati. Per l'Istat «il tasso di povertà assoluta, in Abruzzo, rimane molto alto: il 10% delle famiglie, infatti, si trova in forte difficoltà economica, dato che porta inevitabilmente a conseguenze non di poco conto come la rinuncia a cure mediche, farmaci, studio o la scelta di cibo di scarsa qualità. Il binomio povertà economica-instabilità lavorativa sta creando una situazione di grande fragilità. Da agosto 2023, data di entrata in vigore del Decreto lavoro che ha abolito il Reddito di cittadinanza (Rdc), inoltre, la platea dei beneficiari dell'assegno di inclusione e del supporto formazione lavoro ha visto diminuire i percettori aventi diritto. «In Abruzzo, come indica il rapporto Istat 2024», spiega il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, «si registra da un lato un peggioramento degli indicatori sulla povertà assoluta, dall'altro una crescita dei lavoratori poveri, che percepiscono un reddito assolutamente incapace di difendere le famiglie da un disagio economico che non consente loro di arrivare a fine mese». Sono i cosiddetti nuovi poveri. «Il dato abruzzese delle persone povere che hanno perso il sostegno economico garantito dal reddito di cittadinanza è addirittura peggiore di quello nazionale. In Italia, infatti, si è passati da circa due milioni e settecentomila persone a meno di un milione ed ottocento», spiega Ranieri, «in Abruzzo, invece, si è scesi da 24.213 nuclei familiari, pari complessivamente a 45.857 persone, che nel 2023 hanno percepito almeno una mensilità di reddito di cittadinanza, a 12.516 nuclei percettori di Adi». Ad essere private totalmente di un sussidio contro la povertà sono state, secondo la Cgil, circa diecimila famiglie a basso reddito.
EMERGENZA ABITATIVA
Un termometro della crescente povertà è rappresentato anche dall'emergenza abitativa. In tal caso, a spiegare la situazione è il Sunia, il Sindacato inquilini che collega le famiglie in stato di povertà assoluta con il numero di sfratti. Complessivamente, dal 2021 al 2023 in Abruzzo sono stati emessi 3.434 provvedimenti di sfratto, di cui 1.672 eseguiti. Ben il 90% delle procedure riguarda la cosiddetta "morosità incolpevole", cioè l'impossibilità di far fronte al pagamento per problemi economici. A non poter pagare l'affitto non è solo chi è privo di reddito: sempre di più sono, infatti, le famiglie con un solo stipendio, i coniugi divorziati, gli anziani con pensioni minime e le famiglie numerose o con disabili che non possono permettersi un tetto sulla testa e che devono attendere, pazientemente, in graduatoria l'assegnazione di un alloggio pubblico. Il totale delle famiglie in affitto in regione è, sempre secondo i calcoli del Sunia, il 20% delle oltre 562mila totali: 112mila nuclei per circa 330mila persone coinvolte, che rappresentano il 49% di tutte le famiglie in povertà assoluta. Un allarme, quello lanciato da Cgil Abruzzo - Molise e Sunia, aggravato dal fatto che «in un momento in cui cresce la povertà, per la stragrande maggioranza di queste famiglie viene meno il contributo per l'affitto e per la morosità incolpevole».
OSSERVATORIO SULLA POVERTà
Per molte famiglie diventa difficile affrontare le ricadute della crisi energetica e del rincaro dei costi in termini di spese condominiali (+40%) e di utenze domestiche (+35%). Secondo i dati dell'Osservatorio italiano sulla povertà energetica, riscaldare adeguatamente l'abitazione è diventato un lusso per l'8% delle famiglie abruzzesi. A essere colpite maggiormente sono le famiglie con figli piccoli e anziani: il maggior disagio si riscontra, soprattutto, nelle aree dell'Abruzzo interno e nella provincia di Pescara.
«L’emergenza abitativa in Abruzzo disegna una parabola inarrestabile», conclude il Sunia che chiede politiche per il sostegno all’affitto, il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica e incentivi per i canoni di locazione a canone concordato.
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