Una fiaccolata per ricordare l’agente morto a Francavilla
Ieri i funerali di Carlo Pelorosso, il 37enne precipitato dal balcone di casa Sindacati e colleghi del carcere di Bologna denunciano le condizioni lavorative
FRANCAVILLA AL MARE. Si sono svolti ieri pomeriggio, nella chiesa di Santa Liberata a Francavilla al Mare, i funerali di Carlo Alberto Pelorosso, l’agente penitenziario di 37 anni morto mercoledì mattina dopo essere precipitato dal secondo piano della sua abitazione, in via Maiella.
Gli amici e i conoscenti si sono stretti al dolore della famiglia e della fidanzata, che fino a poche ore prima della tragedia era stato con il suo Carlo. Una tragedia inattesa, anche se i problemi del giovane agente penitenziario erano tanti. Non a caso da qualche settimana fa, grazie alla premura e ai consigli della sua fidanzata, aveva iniziato una cura per la quale aveva anche ottenuto una licenza dal carcere Dozza di Bologna, dove lavorava. E sulla difficile condizione che si trovano a vivere gli agenti che lavorano nell’istituto di pena bolognese si è sollevata la voce di Gianluca Giliberti, segretario regionale Emilia Romagna del Sinappe, il sindacato nazionale autonomo della Polizia penitenziaria. Giliberti, di fronte alla notizia della morte del 37enne, ha chiesto «l’istituzione di punti di ascolto psicologico presso ogni istituto penitenziario al fine di prevenire e fronteggiare eventuali problemi di stress lavorativo e/o burnout tra gli operatori. Restiamo tra i Corpi di polizia con il numero più elevato di suicidi registrato ogni anno».
Giliberti ha annunciato una fiaccolata di solidarietà che sarà organizzata nei prossimi giorni a Bologna per ricordare Pelorosso e tutti gli agenti vittime di stress e depressione.
Amici e familiari di Pelorosso smentiscono invece le voci che davano l’agente in crisi per via di una delusione amorosa. «Nulla di più falso», replicano gli amici. «Carlo non solo non era stato lasciato, ma proprio grazie alla sua fidanzata aveva iniziato un percorso per alleggerire il suo stato d’animo». Un percorso che però, forse a causa dell’avvicinarsi della data di ritorno a Bologna, il giovane ha deciso di interrompere. (l.d.f.)

