Una folla in lacrime per l’addio a Mattia

Chiesa stracolma a Sant’Alfonso ai funerali del 25enne ucciso da un malore in casa. Il fratello: era un punto di riferimento
FRANCAVILLA. Una folla in lacrime, sgomenta e attonita - con tantissimi ragazzi - si è raccolta ieri mattina nella parrocchia di Sant'Alfonso ai funerali di Mattia Iodice, 25 anni, stroncato da un malore improvviso. Circa 200 le persone accorse per porgere l'ultimo saluto.
Una tragedia che ha sconvolto l'intera città, stretta attorno al dolore dei coniugi Angela e Giovanni Iodice.
Padre Antonio Cirulli ricorda Mattia con parole tanto semplici quanto profonde e significative: «La scomparsa di un ragazzo così giovane ci ricorda quanto breve e intensa sia la nostra vita. Ma pur separandoci dai nostri cari, la morte ci consente di abbracciare Gesù Cristo, spalancandoci le porte della salvezza. Mattia si è spento prematuramente e se potessimo paragonare la sua vita a un libro sarebbe di certo poco voluminoso, ma estremamente intenso e ricco di valori».
Tutti i parenti e gli amici lo descrivono come un ragazzo pieno di entusiasmo e di allegria, appassionato di sport e di musica.
Laureatosi da poco in ingegneria all’università di Roma Tre, si apprestava a iniziare il dottorato di ricerca nello stesso ateneo.
Il dolore per una vita spezzata nel pieno della sua giovinezza colpisce anche la fidanzata, Ludovica, e il fratello minore, Silvio, che ricorda Mattia trattenendo a fatica le lacrime: «Io e Mattia avevamo un rapporto molto particolare. Condividevamo passioni, interessi e l'amore per i nostri genitori. C'era anche tanta competizione tra noi, ma l'ho sempre considerato come una guida e un punto di riferimento. Era un ragazzo unico nel suo genere e amato da tutti. Voglio ricordarlo così». La salma sarà trasferita a Dragoni, in provincia di Caserta, paese di origine del padre dove la famiglia conserva ancora numerosi affetti.
«Mattia era un amico, prima che un allievo», afferma Andrea Lombardinilo, professore del ragazzo ai tempi del liceo, «e credo sia giusto ricordarlo come tale. Tra di noi si era instaurato un bel rapporto, ci confrontavamo spesso poiché condividevamo gli stessi interessi. Era un ragazzo brillante e appassionato di musica, un fine intellettuale con la capacità di scrutarti senza proferire parola. Amava il latino e vorrei ricordarlo citando Seneca, il quale affermava che l'unica cosa realmente immortale è il ricordo dell'intelligenza. Porterò Mattia nel mio cuore per sempre, ricordando le esperienze reciproche condivise e la voglia di vivere che si portava dentro».
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