«Una lacrima sul viso, il mio primo amore»

28 Luglio 2018

Tra le fan che hanno accolto il cantante romano tante signore, ma anche mariti e coppie giovani

PESCARA. Non solo i nostalgici delle canzoni di Bobby Solo, ma c’erano anche tanti giovani all’esibizione dell’artista romano che ieri sera ha cantato nella regione che «mi vuole bene».
«Lo amo tantissimo». Laura Cicchetti, è arrivata da Lanciano per abbracciare il suo idolo. Con gli autografi e la foto del cantante in mano, felice e sorridente, ha esclamato: «Il mio primo amore l’ho vissuto sulle note di “Una lacrima sul viso”». Le signore, eleganti, ingioiellate e truccate, lo hanno accerchiato e baciato quando è arrivato ieri sera intorno alle venti nella sala Bingo addobbata a festa con i palloncini blu, bianchi e rossi come la bandiera americana in onore di Elvis Presley, le cui imitazioni hanno fatto la fortuna del cantante- attore che nei prossimi mesi uscirà con un cd-rap per catturare maggiormente l’attenzione dei giovani. Però se la cava benissimo anche con i vinili di 54 anni fa. Come quelli che custodiscono gelosamente Fabio Iandelli e Ilaria Innocenti, romani con casa vacanze a Montesilvano, città natale dei genitori, Emilia e Vittorio. È stato il papà a «farmi amare le canzoni che ascoltiamo sempre insieme». Fabio li tira fuori da una busta, lentamente, come fossero tesori preziosi. «Sono pezzi unici e originali del 1964», mostra orgoglioso, «inseguiamo Bobby Solo da tanto tempo, ora è qui, a pochi passi da casa e non potevamo lasciarci sfuggire questa occasione per avere un autografo su questi dischi».
Per Maria Cristina Trabucco e Giuseppe Marzoli di Pescara, entrambi settantenni, le canzoni di Bobby Solo «hanno fatto crescere il nostro amore». Nell’intervallo tra un autografo, un selfie e una foto, il cantante rivela l’origine del nome d’arte: «A inizio carriera con i discografici decidemmo per Bobby, diminutivo di Roberto. Però mio padre Bruno, che era un uomo tutto d’un pezzo, chiamò i discografici e disse loro: mi vergogno di mio figlio, non voglio che porti il mio cognome. Gli risposero: e come dovremmo chiamarlo? Solo Bobby»
Nella sala giochi di via Michelangelo, gremita da circa 300 persone che hanno giocato a tombola, degustato la cena e gli aperitivi offerti dalla direzione, il concerto dell’artista e la sua band, è iniziato intorno alle 21.30 con uno dei suoi tanti cavalli di battaglia. Ed è stato subito delirio. (c.co.)