Una lunga tradizione di onestà e grande professionalità
PESCARA. Non è un lavoro come molti altri. Portare avanti un'attività nel settore delle pompe funebri è inusuale, e non solo richiede competenze specifiche e professionalità ma implica aspetti...
PESCARA. Non è un lavoro come molti altri. Portare avanti un'attività nel settore delle pompe funebri è inusuale, e non solo richiede competenze specifiche e professionalità ma implica aspetti psicologici importanti. A svelare segreti e curiosità di questo lavoro ma anche dell'impresa di famiglia è stato, nel 2012, Emidio De Florentiis, che ha rilasciato una lunga intervista al Centro.
«Mi hanno insegnato» diceva allora «che il segreto è mettersi nei panni delle persone che hanno perso qualcuno. Sta a noi farle stare a loro agio, capirle, cercare di non far pesare la nostra presenza che è purtroppo necessaria. Siamo lì per risolvere un problema. Se il problema diventiamo noi è la fine». Per migliorarsi e rispondere alle esigenze della clientela, la "Emidio e Alfredo De Florentiis" ha partecipato, negli anni, a una serie di corsi professionali senza mai dimenticare le indicazioni partite da Emidio, padre di Alfredo, detto Midiuccio, falegname che ha creato una sorta di impero a Porta Nuova nel campo delle pompe funebri.
«Onestà e alta professionalità” sono i valori dell’azienda che ha sede in via Silvio Spaventa, forte della sua storia e dell'esperienza e nello stesso tempo proiettata al domani». Ne è passato parecchio di tempo dai carri, enormi, fatti a mano. Prima erano in legno e li intagliavano Alfredo e suo padre, poi sono diventati di alluminio. Erano delle carrozze trainate dalle auto, come raccontano le foto storiche dell'impresa, presente anche on line. Entrare in questo settore non è stata una scelta obbligata, come potrebbe sembrare, ma una decisione ponderata, sentita, per Emidio, che ha avuto come insegnante padre e zii. «Fino a quel momento avevo familiarità con tanti aspetti del lavoro, proprio perché avevo sempre bazzicato lì, ma non avevo mai avuto un contatto diretto con un cadavere» ha raccontato. Le prime volte è stato un po' traumatico, ma mio padre e gli zii mi hanno aiutato anche a superare questo scoglio». (f.bu.)

