Una mamma: mio figlio di due anni è nervoso e si sveglia spesso di notte

22 Maggio 2020

PESCARA. Non poter lasciare i bambini nell'asilo nido è un problema per un nucleo familiare. Lo è per i piccoli che, abituati a imparare la socialità quotidianamente nel rapporto con i propri...

PESCARA. Non poter lasciare i bambini nell'asilo nido è un problema per un nucleo familiare. Lo è per i piccoli che, abituati a imparare la socialità quotidianamente nel rapporto con i propri compagni, si ritrovano improvvisamente in una routine stravolta. Lo è per le mamme e i papà che lavorano e che oggi non sanno a chi affidare il proprio figlio. È il caso di Elvira Cerullo. Originaria di Manocalzati, paesino della provincia di Avellino, residente a Pescara dai tempi dell'università, Elvira è la mamma di Riccardo, due anni a luglio. Impiegata per una società di distribuzione di luce e gas e compagna di Lanfranco, dipendente per una ditta di consegne, con la chiusura delle scuole lo scorso 4 marzo, si è trovata improvvisamente a cercare soluzioni alternative. Prima dell'esplosione della pandemia, Elvira aveva organizzato il suo turno di lavoro secondo il tempo di frequenza del bimbo nella struttura comunale La Conchiglia, a pochi passi da casa. Con la chiusura del nido sono cominciati i primi problemi. «I miei genitori vivono in Campania. Per circa 10 giorni», ricorda la mamma quasi 33enne, «mi hanno aiutato i miei suoceri e mia sorella». La situazione cambia in pieno lockdown quando anche la società per la quale lavora Elvira è costretta a fermarsi, permettendole di gestire da sola Riccardo. Con l'ingresso in fase 2, le cose sono tornate a complicarsi. «Trovare una baby sitter è un'impresa. Non tutte le ragazze sono disponibili, dato il momento, ad andare nelle case delle famiglie. Gli stessi dubbi li abbiamo avuti noi. L'idea di lasciare mio figlio a una sconosciuta non mi entusiasma. A ciò si aggiunge che le procedure per l'ottenimento dei bonus sono complicate. Per questa ragione, abbiamo optato per rivolgerci ai nonni e io al tempo stesso ho ridotto l'orario di lavoro. È evidente, però, che non è la stessa cosa di poter contare su una struttura con educatrici che incidono sulla crescita del bambino in modo professionale».
Le paure per una mamma sono tante e i risvolti sui bimbi inevitabili. «Il tempo della quarantena ha stravolto le abitudini di mio figlio», dice Elvira. «Riccardo la notte si sveglia spesso e di giorno è parecchio nervoso. Tutto questo si ripercuote su noi genitori. C'è poi la dose di preoccupazione per i miei suoceri. Sono persone di una certa età e il timore di poter essere veicolo di un eventuale contagio è una responsabilità che pesa». (m.pa.)
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