Una mattina in carrozzella per gli studenti della Delfico

6 Dicembre 2018

Con il progetto “Le sentinelle della città” i ragazzi guidati da Claudio Ferrante  hanno testato le barriere architettoniche che affrontano le persone con disabilità

MONTESILVANO. «A creare la disabilità sono le barriere architettoniche e non la malattia». È quanto sostiene il presidente dell’associazione Carrozzine Determinate, Claudio Ferrante, ma è anche quanto hanno imparato ieri mattina gli studenti della scuola media Troiano Delfico, diretta da Vincenza Medina.
In occasione della Giornata mondiale per la disabilità del 3 dicembre, 140 ragazzi che frequentano la terza media nella scuola del centro hanno avuto la possibilità di provare sulla propria pelle, per 5 ore, i disagi e gli ostacoli che si celano tra le strade della loro città, per chi ha una mobilità ridotta. Grazie al progetto Sentinelle della civiltà, che ha coinvolto tutti gli insegnati dell’Istituto sotto il coordinamento di Ferrante in qualità di addetto dell’Ufficio disabili del Comune, e di Rosanna Feliciani, insegnante di sostegno e responsabile del dipartimento Inclusione della scuola, i giovani montesilvanesi si sono seduti per qualche ora su delle sedie a rotelle e hanno fatto una “passeggiata empatica” tra le strade del centro. «È stato molto difficile perché ci sono tante barriere architettoniche di cui non ci accorgiamo, la disabilità è condizionata dall’ambiente esterno», «se ci fossero più rampe, più scivoli, si potrebbe salire meglio e più facilmente», «ora capisco le difficoltà che ha una persona disabile»: sono solo alcuni dei commenti dei ragazzi che probabilmente non si aspettavano di trovare tante barriere architettoniche nella loro città. «L’iniziativa», spiega la docente Feliciani, «fa parte di tutta l’attività di inclusione della Delfico, e mira a sensibilizzare i ragazzi sulle tematiche della disabilità. Quella di oggi (ieri, ndc) ne è la prova pratica, che completa la parte teorica del 3 dicembre. Gli studenti sono stati molto coinvolti e toccati emozionalmente da questa esperienza. L’obiettivo è stato pienamente centrato: far vivere ai ragazzi che non hanno problemi, le difficoltà che i disabili incontrano nella vita quotidiana». Due giorni prima gli stessi studenti avevano preso parte a un incontro organizzato sempre dall’Ufficio disabili nell’aula magna dell’Istituto superiore Alessandrini. Il gruppo aveva ricevuto anche un tablet donato dall’organizzazione di volontariato per la solidarietà Kiwanis. Soddisfatto dell’empatia dimostrata dagli studenti, Claudio Ferrante. «I ragazzi sono stati straordinari e hanno imparato il significato vero della disabilità, cioè una condizione di salute in un ambiente sfavorevole». A garantire l’impegno dell’amministrazione nel rendere la città il più accogliente e inclusiva possibile, invece, è il vicesindaco e assessore alla disabilità, Ottavio De Martinis: «È importante mettersi nei panni di chi ha difficoltà, per capire cosa si prova e che cosa bisogna fare per dare a tutti le stesse possibilità».