Una mostra contro la violenza sulle donne

S’intitola “Il silenzio uccide” e andrà avanti fino al 27 maggio al museo Michetti
FRANCAVILLA. Andrà avanti fino al 27 maggio la mostra d’arte “Il silenzio uccide” inaugurata venerdì scorso al museo Michetti di Francavilla alla presenza, oltreché del sindaco Antonio Luciani e del suo vice Francesca Buttari, di Tiziana Di Gregorio, psicologa dell’associazione Medea Abruzzo, di Francesco Longobardi, presidente dell’associazione Cuore Nazionale Abruzzo, e del critico Max Volpa. La mostra nasce dalla volontà delle artiste Natalia Orsini di Pescara, Simona Lucidi e Rita Bruni, di San Benedetto del Tronto, che nonostante le differenze tecniche pittoriche e fotografiche, hanno in comune un unico scopo: denunciare attraverso l’arte, la violenza sulle donne e non solo. «Ci stiamo forse abituando? Abituarsi alla violenza è spaventoso», dicono le artiste. Attraverso questa mostra, che girerà l’Italia, le artiste vogliono dare voce al silenzio di chi soffre. L’arte è una forma di comunicazione e questo trio, attraverso le loro personalità, le loro idee e il loro vissuto, vogliono sensibilizzare la società che ancora oggi è condizionata da ipocrisie e falsi moralismi. Censurare, tappare la bocca, non è un atto possibile perché davanti alla morte di tantissime persone, non ci si può fermare.
«In un passaggio della legge spagnola del 2004, contro la violenza di genere», aggiungono, «si legge “la violenza non è un problema che riguarda la sfera privata, essa rappresenta il simbolo più brutale della ineguaglianza della nostra società”. Vogliamo dire basta. La vita è bella ma siamo noi che dobbiamo essere capaci di amarla ma soprattutto di rispettarla, per noi stessi, per gli altri e per il mondo intero». (l.z.) .

