Una pioggia di denunce per i turisti del dolore

5 Aprile 2018

Pasquetta tra le macerie del resort, parte l’inchiesta per violazione dei sigilli

PESCARA. La gita di Pasquetta tra le macerie dell’hotel Rigopiano costerà caro a chi è stato sorpreso dai carabinieri ad aggirarsi in quel luogo di morte e dolore. Dopo l’allarme di alcuni dei familiari delle 29 vittime che il lunedì dell’Angelo si sono trovati nel mezzo di quell’invasione, affrontando per primi quelle persone e allertando loro stessi le forze dell’ordine, gli investigatori stanno procedendo, d’accordo con la Procura che aveva disposto i sigilli all’area, alle denunce di chi quel giorno era stato identificato. Persone provenienti da fuori provincia e da fuori regione, il cui numero è ancora in via di definizione, come i reati da contestargli. Sicuramente sarà ipotizzata la violazione dei sigilli, ma c’è da vedere come si muoveranno i legali dei familiari delle vittime. Sono diverse, infatti, le famiglie che, dopo mesi di segnalazioni e appelli alla tutela e al rispetto di quel luogo ancora in attesa della bonifica, hanno dato mandato ai rispettivi avvocati di procedere nei confronti di chi ha violato quei luoghi, ma anche di valutare eventuali responsabilità rispetto a chi doveva vigilare e non l’ha fatto.
Intanto, però, tutto il polverone sollevato a Pasquetta dai familiari delle vittime ha determinato la realizzazione, in tempi record, di una nuova recinzione in metallo intorno a tutta l’area. «L’abbiamo realizzata noi», spiega l’ingegner Rocco Petrucci, direttore tecnico di Ecoalba, la ditta a cui è stata affidata la bonifica del sito, «quella che c’era prima del nostro arrivo, è stata in gran parte divelta dalle ultime due ondate di maltempo».
Ma la vera novità è che martedì pomeriggio è arrivato il via libera della Regione a smaltire le 800 tonnellate di rifiuti indifferenziati destinati alla discarica Casoni di Chieti e, in concomitanza, è arrivata l’autorizzazione allo smaltimento anche per le 5mila tonnellate di inerti destinati alla Sismex di Collecorvino, dotata proprio di un impianto di trattamento inerti. «Due iter completamente diversi ma che si sono sbloccati in contemporanea», spiega Petrucci mentre illustra modi e tempi. «La discarica di Chieti ha ricevuto la comunicazione questa mattina (ieri ndr), ma prima dell’avvio in discarica dell’indifferenziato vuole fare delle verifiche di caratterizzazione del materiale. Si tratterà di fare dei prelievi in cantiere con il perito chimico e un responsabile aziendale, e solo dopo la verifica avverrà il trasporto. La stessa cosa per gli inerti. Possiamo dire che dovremmo iniziare la prossima settimana. Abbiamo quattro camion per il trasporto», sottolinea Petrucci, «ma i tempi sono legati alla ricettività della discarica, in funzione degli altri smaltimenti. Non dimentichiamo che a Casoni di Chieti arrivano anche i rifiuti di Roma. Cercheremo di fare il più possibile per metà maggio, in coincidenza con il passaggio del Giro d’Italia, sarebbe un ottimo risultato. Contiamo di ultimare tutto entro giugno».