Una pubblicità scatena la guerra delle pizzette

13 Maggio 2016

Commento su Facebook del titolare di Donna Tina («la più imitata») apre il dibattito contro Trieste. E Ciferni incarica il consulente legale di tutelare il proprio marchio

PESCARA. «Taaaaaac! Donna Tina, la più imitata. Manca la R». Un post con la foto a confronto tra la pubblicità delle pizzette di Donna Tina e quelle di Trieste (che con “Taaac” annunciava proprio due giorni fa la nuova apertura a Milano), ha scatenato su Facebook una battaglia virtuale tra gli appassionati dell’una e dell’altra pizzetta. Una trentina di commenti e quasi 80 “mi piace” sono seguiti alla foto pubblicata a corredo del commento con cui il titolare della pizzeria di via Marco Polo (oltre a quella di Montesilvano) ha rivendicato il primato della campagna pubblicitaria molto simile a quella di Trieste. «Era una battuta» si affretta a spiegare Mattia Di Giovanni di fronte alla polemica che, dice, «non volevo creare». «Tra me e Riccardo (Ciferni ndr) c’è una stima reciproca, è stata una semplice battuta, se poi la gente legge un’altra cosa... L’hanno trasformata in una guerra ma è stata una semplice battuta che non si ricollega a nessuna pubblicità, solo a questa ritratta nella foto. Non c’è nessuna competizione. Una battuta che», puntualizza Di Giovanni, «deriva dal fatto che quella parola, Taac, mi ha fatto pensare, soprattutto vedendo la T, al mio marchio, senza la R sulla A finale, ma non pensavo che potesse scatenare questo macello. Una cosa però l’ho imparata», sottolinea, «rivedrò la privacy della mia pagina Fb, perché non era mia volontà far diventare un caso questa cosa. Il mio errore è stato quello di sottovalutare che siamo a Pescara, tutto qua. Ho avuto tanti commenti in mio favore perchè l’ho pubblicato sulla mia pagina Fb e hanno commentato tanti amici. Se l’avesse fatto Riccardo sulla sua sarebbe successa la stessa cosa in suo favore».

Non ci sta il titolare di Trieste, Riccardo Ciferni che dopo aver risposto già mercoledì sera su Fb con le foto delle precedenti campagne pubblicitarie del 2014 a dimostrazione del suo primato, e il commento «Le puntate di Scherzi a parte a casa mia sono finite da tempo, pure Canale 5 non è più su Sky», al Centro dichiara: «È una campagna partita due anni fa, non scherziamo, ognuno è libero di fare il suo lavoro, anche se ora tutti fanno le pizzette tonde e tutti dicono che c’erano prima di noi. La mia storia è quella dei miei genitori, ognuno fa il suo prodotto e sono i clienti a scegliere. Una forma non giustifica che il prodotto sia uguale anche se il marchio Tonda, a livello mondiale, è solo nostro. E comunque bisogna saper usare le parole. Non è la prima volta che ci vediamo costretti a subire forme di pubblicità ingannevole e diffamatoria e siamo giunti alla convinzione di dover porre un freno a tali illecite e non veritiere esternazioni. In tal senso abbiamo deciso di incaricare il nostro consulente legale affinché», conclude Ciferni, «si preoccupi di tutelare il nostro marchio e la nostra clientela».(s.d.l.)

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