Una rete ha salvato la strada da 10 metri cubi di roccia

Pescosansonesco. Sopralluogo del Genio civile dopo la frane Di Donato alla Regione: «Servono i fondi per consolidare»
PESCOSANSONESCO. Sopralluogo congiunto del Genio civile, e dei tecnici del Comune, dopo il crollo di parte della grande roccia che domina il centro di Pescosansonesco. Il crollo ha imposto la chiusura della strada di accesso alla casa natale del Beato Nunzio Sulprizio e della provinciale per Pesco Nuovo e per Corvara, con una deviazione del traffico sulle stradine interne del centro abitato. Ad accompagnare il sindaco, Nunzio Di Donato, l’ingegner Mario Crivelli e l’architetto Federico D’Arcangelo, che hanno potuto rappresentare ai colleghi del Genio civile le problematiche a cui quella roccia affiorante è stata soggetta da decenni a questa parte. Risale, infatti di nove anni fa, l’ultimo intervento di messa in sicurezza che comportò l’installazione di una rete di contenimento, per bloccare eventuali distacchi di parti rocciose. Ed è stato proprio questo accorgimento a scongiurare che uno dei macigni di circa 10 metri cubi potesse raggiungere la carreggiata stradale dopo il distacco, rimanendo intrappolato nelle maglie della rete.
L’altro grosso masso, invece, in parte ha raggiunto la sede stradale, per fortuna senza causare danni. «Gli ingegneri del Genio civile», spiega il sindaco Di Donato, «hanno rilevato le condizioni di stabilità dello spuntone roccioso, ed hanno prescritto interventi di stabilizzazione per scongiurare futuri distacchi. I lavori dovranno essere avviati immediatamente e dovrà essere proprio la Regione Abruzzo a dirci se dovrà essere l’ente comunale a condurli, o il suo servizio del Genio civile. Contestualmente», prosegue il primo cittadino, «oggi sarà inoltrata una richiesta di fondi alla Regione, che serviranno a eseguire lavori di consolidamento definitivi sulla roccia, visto il suo diffuso stato di fessurazione, per scongiurare eventi più disastrosi di quelli occorsi domenica. Miriamo a ottenere», conclude il sindaco, «una situazione di stabilità duratura che, non pur escludendo la continua vigilanza, ci metta nella condizione di poter avere un elevato grado di sicurezza per la pubblica incolumità».
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