Una sigaretta accesa dietro il rogo mortale

22 Maggio 2019

Sotto sequestro i locali di Psichiatria da dove sono partite le fiamme A Città Sant’Angelo i vigili super esperti per scoprire i motivi dell’incendio

PESCARA. Un accendino, o forse un fiammifero acceso. Se non una sigaretta scivolata dalle mani. Oppure, in alternativa, un corto circuito, anche se per gli inquirenti è la pista più debole. In queste ore vigili del fuoco e carabinieri non escludono nulla sulle cause dell’incendio che due sere fa si è sviluppato nella casa di cura Villa Serena di Città Sant’Angelo uccidendo due pazienti, morti carbonizzati: Amerigo Parlante, di 63 anni, e Domenico Di Carlo, di 51 anni, il primo di Roccamontepiano, il secondo di Vasto. È riuscito a salvarsi, invece, un terzo uomo che si trovava nella stessa stanza, tirato fuori giusto in tempo dal locale pieno di fumo dal personale della casa di cura nel momento in cui è scattato l’allarme.
È rimasto ben poco di quella stanza, situata al primo piano di una palazzina realizzata a quasi un chilometro di distanza dalla struttura ospedaliera di Villa Serena. Quella è la palazzina che ospita il reparto di riabilitazione psichiatrica, con le donne ricoverate al piano terra e gli uomini al primo piano. Il locale dove è divampato l’incendio, che è vicino a un refettorio e un po’ isolato rispetto alle altre stanze, è stato raggiunto rapidamente dal personale in servizio l’altra sera. Nel momento in cui si è attivato il sistema di allarme antincendio è stato fatto di tutto per tentare di salvare i tre degenti ma fumo e fiamme hanno reso l’intervento impossibile, se non per uno dei tre uomini. E i vigili del fuoco, arrivati da Montesilvano e subito dopo da Pescara (con i capisquadra Domenico Blasioli e Severino Zuccarini e il funzionario Paolo D’Angelo) hanno raggiunto Villa Serena con il primo mezzo in otto minuti, provvedendo subito a far liberare lo stabile e a spegnere le fiamme. È stato evitato in questo modo che il rogo si propagasse anche negli altri locali, mentre i pazienti venivano sistemati in spazi alternativi.
Dei tre letti uno è stato completamente divorato dalle fiamme mentre gli altri due sono rimasti gravemente danneggiati ed è in quell’ambiente che i vigili del fuoco di Pescara hanno eseguito ieri mattina un sopralluogo approfondito a cui ha partecipato anche il comandante provinciale Vincenzo Palano. Quel locale, posto sotto sequestro da vigili del fuoco e carabinieri della compagnia di Montesilvano insieme alle zone attigue, come la cucina e il refettorio, è stato oggetto nel pomeriggio di un primo sopralluogo degli uomini del Niat, il Nucleo investigativo antincendio Abruzzo, arrivati dall’Aquila. A loro, specializzati in questo tipo di accertamenti, il compito di rispondere a una serie di quesiti sull’origine dell’incendio dell’altra sera e quindi non solo sulla causa e sull’innesco, sempre che sia possibile individuarlo, ma anche sull’uso di eventuali prodotti.
Resta al momento inaccessibile la zona al primo piano in cui si è propagato il fumo, mentre il piano terra dell’immobile non ha riportato danni e non presenta problemi di tipo strutturale.
Già dall’altra notte gli uomini dell’Arma, coordinati sul posto dal capitano Luca La Verghetta, hanno ascoltato tutti coloro che erano presenti e chi può contribuire allo sviluppo delle indagini, finalizzate a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e l’origine di tutto. Inevitabilmente il percorso seguito dagli investigatori è finalizzato anche ad accertare eventuali precedenti e ad esaminare la storia clinica di chi era nel reparto, l’altra notte.
Gli interrogativi a cui dare una risposta sono molti, quindi, a partire dalla possibile presenza nella struttura di accendini o fiammiferi, per poi arrivare a capire, sempre che sia possibile e ammesso che ci sia un responsabile, in che modo e per mano di chi si siano sprigionate le fiamme. E proprio per questo sono state ascoltate diverse persone ed è stata acquisita della documentazione.
L’altra notte a Villa Serena sono arrivati il medico legale Cristian D’Ovidio e il sostituto procuratore Rosangela Di Stefano, che sta coordinando le indagini e che oggi dovrebbe assegnare l’incarico per eseguire l’autopsia sul corpo dei due uomini morti nell’incendio, ricoverati nella struttura da diversi anni. I corpi, una volta conclusi gli accertamenti, sono stati trasportati all’ospedale di Pescara.
Su questo episodio drammatico hanno acceso i riflettori sia la Regione Abruzzo, che ha attivato il Servizio ispettivo, sia il ministro della Salute, Giulia Grillo, che ha annunciato di voler fare «chiarezza» sull’accaduto.
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