Una sola centralina, l’inquinamento è privo di controlli

Cozzi: «Le chiedemmo alla Regione nel 2016 e ci dissero no Ma non è ipotizzabile vietare Tir sulla circonvallazione»
MONTESILVANO. Il problema inquinamento all’uscita della circonvallazione e nella zona Vestina è una matassa che sembra ingarbugliarsi ogni giorno di più, con buona pace dei residenti dei quartieri Villa Carmine, Ranalli e Colonnetta.
Se da un lato, infatti diventano sempre più pressanti le legittime richieste degli abitanti della zona di poter respirare aria pulita senza dover fare i conti ogni giorno con smog, traffico e rumori, dall’altro il Comune sembra avere le mani legate perché costretto a fare i conti con questioni di competenza altrui.
Dopo la richiesta del comitato Vestina Pulita di sollecitare nuovi monitoraggi dell’Arta e di introdurre il divieto di transito ai mezzi superiori alle 7,5 tonnellate nel quartiere, a replicare al presidente Paolo Talanca e a chiarire di nuovo alcuni aspetti del problema è l’assessore alla polizia municipale Valter Cozzi.
«Nel gennaio 2016, questa amministrazione fece una richiesta ben precisa alla Regione: quella di installare ulteriori centraline di rilevamento della qualità dell’aria a Montesilvano», ricorda Cozzi. «Ringraziamo pertanto il comitato Vestina Pulita per le sollecitazioni, che tuttavia arrivano con un ritardo di quasi tre anni». Cozzi evidenzia come «la scelta numerica e la localizzazione territoriale delle centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria è di competenza regionale. Alla nostra richiesta, tuttavia, abbiamo ottenuto una risposta negativa, specificando che erano in corso gli studi e le procedure per l’aggiornamento del piano regionale per la tutela della qualità dell’aria».
Attualmente a Montesilvano è presente una sola centralina fissa sulla Nazionale, prima del ponte sul Saline, che dall’inizio dell’anno ha registrato solo due sforamenti. L’assessore sottolinea poi come l’amministrazione si sia attivata in questi anni per cercare delle soluzioni per l’area Vestina. «Non a caso», prosegue, «abbiamo promosso incontri con il presidente di Anas Gianni Armani, soprattutto per stimolare l’individuazione di una soluzione che sia definitiva e che può giungere solo dal completamento della variante. Nel frattempo ci siamo mossi anche per porre in essere soluzioni di più immediato impatto, come la realizzazione dello svincolo nei pressi del cimitero, i cui benefici sono chiaramente evidenti».
All’uscita dalla galleria “I Pianacci” e su via Togliatti, infatti, si creavano quotidianamente degli ingorghi che sono stati ridotti grazie alla bretella che consente l’immissione delle auto direttamente su via Chiarini. Sulla richiesta del Comitato di introdurre il divieto di transito nel quartiere ai mezzi pesanti, invece, Cozzi spiega: «Comprendiamo le legittime esigenze del comitato e dei residenti di quella zona, tuttavia, l’interdizione al traffico della Nazionale dei mezzi superiori alle 7.5 tonnellate dalle 6 alle 22, consentendolo invece nelle fasce notturne, nasceva dalle richieste avanzare dai numerosissimi residenti e commercianti che si trovano su corso Umberto».
Per questa ragione non è ipotizzabile impedire il transito a tali mezzi sulla circonvallazione per riportarli nuovamente ad attraversare tutto il centro cittadino.
Intanto a tornare sul tema del no ai Tir sulla circonvallazione è anche il delegato Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio. «Ricordiamo che c’è una sentenza del Tar che ha dato ragione ai residenti e ha imposto al Comune di intervenire entro 60 giorni, ma che non è stata rispettata», commenta Di Tizio. «Per questo motivo stiamo valutando con i nostri legali quale strada intraprendere. Così come abbiamo già preso contatti con il comitato Vestina Pulita per ragionare insieme su possibili azioni condivise».
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