Una squadra speciale di esperti per trovare le persone scomparse

13 Maggio 2019

L’ideatrice del pool di escursionisti è Alessia Natali, figlia di un disperso ritrovato vivo a dicembre Il 25 maggio il primo raduno a Caramanico per rintracciare Carlo Fattiboni, ma servono rinforzi

PESCARA. Una squadra speciale per la ricerca di persone disperse. L’appuntamento per la formazione della task force è per sabato 25 maggio a Caramanico, nella sede del centro visite Barrasso. Ma ora si cercano volontari, escursionisti, alpinisti, speleologi, guide esperte di sentieri e territori impervi per rafforzare il team operativo.
È l’appello lanciato da Alessia Natali, pescarese, 42 anni, esperta in pubbliche relazioni, figlia di Enrico Natali, sparito a dicembre nelle campagne di San Giovanni Teatino e ritrovato vivo dopo tre giorni. L’ideatrice del progetto sta lavorando alla composizione della squadra che ricomincerà le ricerche dalla Valle dell’Orfento di Caramanico, dove il 3 settembre scorso è scomparso Carlo Rodrigo Fattiboni, l’escursionista pescarese residente a Brugherio, nel milanese, che il 21 novembre avrebbe festeggiato i 77 anni. A scandagliare nuovamente il territorio, dopo il grande lavoro dei soccorritori nell’inverno scorso, ci sarà anche la figlia dello scomparso, Ines Fattiboni.
Sulla scia della drammatica esperienza vissuta personalmente, Natali, che nel frattempo si è iscritta all’associazione Penelope (composta da familiari e amici di persone irrintracciabili), ha deciso di dedicare il suo tempo alla ricerca di chi, da mesi, ha fatto perdere le sue tracce.
Ben tre persone, nel pescarese, sono sparite nel nulla negli ultimi otto mesi. Dopo Fattiboni, il 10 marzo scorso l’avvocato pescarese 49enne Franz Ferrante, si è eclissato nella vegetazione impervia di Serramonacesca. Più di un mese dopo, la notte tra il 19 e 20 aprile, l’istruttore di fitness pescarese di 42 anni, Roberto Sciarra, si è dileguato nella notte dall’abitazione di Pineto e di lui non si hanno più notizie.
Natali e la sua squadra speciale intende cercarli tutti e tre. Ma le prime ispezioni inizieranno a Caramanico dove nei giorni scorsi, come documentato dal Centro, la moglie di Fattiboni, Lilly e l’altra figlia, Francesca, hanno affisso volantini con le immagini degli scarponi e dei bastoni da nordic walking uguali a quelli che il pensionato milanese portava con sé il giorno della sparizione, otto mesi fa. Da questi elementi, Natali intende ripartire, dopo aver avviato una «intensa collaborazione» con la famiglia Fattiboni e dopo aver già effettuato, due giorni fa, un primo sopralluogo nei sentieri impenetrabili della Valle dell’Orfento, in compagnia di due esperti escursionisti, Gianni Di Biase e Mattia Torelli di Brecciarola.
«Parto da una formazione di una decina di persone che hanno già abbracciato questa iniziativa in cui credo fermamente», spiega Alessia Natali, «voglio raggruppare un numero elevato di persone esperte, che conoscono bene quelle località e che possano guidarci nelle zone già battute dai soccorritori. Con Di Biase e Torelli abbiamo già ripercorso, all’indietro, alcuni sentieri che presumibilmente sono stati battuti da Fattiboni. Il sentiero S che dal ponte di Caramanico va verso il ponte San Benedetto, i sentieri sulle mappe denominati B8 che da San Benedetto vanno a Decontra, la mulattiera che da Decontra, località che ha agganciato la cella telefonica dello scomparso alle 22,54, torna al ponte di Caramanico. Ci basterebbe anche trovare un oggetto, qualcosa che non faccia perdere la speranza ai familiari». «Io so cosa si prova», ricorda Natali, «la disperazione, l’attesa, la sensazione di impotenza, la paura di non rivedere più la persona amata. Sono stata aiutata da tante persone che non mi conoscevano, ora voglio restituire quella valanga di amore che mi è arrivata per aiutare chi sta soffrendo». Natali spiega che in «missione bisogna presentarsi con attrezzature adeguate». Per partecipare, contattare whatsapp 3475922521.