Una terra di nessuno tra università palazzi e tribunale

Slargo di 500 metri abbandonato: gli studenti nel fango Fogna a cielo aperto coperta con i bancali e lavori mai finiti
PESCARA. Di giorno gli studenti che parcheggiano le macchine e poi camminano nel fango, tra le buche e una fogna a cielo aperto coperta solo con dei bancali di legno tenuti fermi da un giro di nastro in plastica bianca e rossa. Di notte, la stessa zona diventa deserta e ci sono soltanto il buio e le ragazzine che fanno le prostitute. Accade alle spalle dell’università d’Annunzio dove un tratto di quasi 500 metri è una terra di nessuno: un triangolo di degrado circondato dalle facoltà universitarie, dal tribunale e dai nuovi palazzi colorati.
«Qui è sempre stato così, l’unica cosa che è cambiata è che il Comune è venuto a dare una tagliata all’erba alta», dicono all’ingrosso di abbigliamento Bellotti. Ma il Comune non se lo ricorda da solo di tagliare le erbacce da queste parti: serve sempre una segnalazione. Dal negozio, poi, quasi ogni giorno partono le chiamate alla polizia municipale: «Gli studenti parcheggiano ovunque, anche sui nostri spazi per il carico e scarico e quando glielo facciamo notare ci rispondono pure alzando la voce. Almeno, se chiamiamo i vigili urbani arrivano subito: fanno le multe e fanno intervenire pure il carroattrezzi». Ed è vero: ne sono la prova i verbali da circa 37 euro lasciati sulle macchine in sosta vicino alla rotatoria che immette su via della Bonifica.
Da più di vent’anni, la parte posteriore dell’università si affaccia sull’abbandono e su lavori mai finiti: un cantiere per ampliare il campus e costruire le centrali degli impianti termici ed elettrici avrebbe dovuto essere finito il 20 gennaio del 2014 e, invece, quei lavori sono ancora in corso.
«Ogni tanto vengono a pulire», dicono i residenti, «per fortuna che se ne è interessato l’assessore Adelchi Sulpizio». E l’assessore dice: «Qui dovrebbe passare anche il corridoio verde». Il corridoio verde sarebbe una pista ciclabile lungo tutto l’Abruzzo che non si sa se e quando diventerà realtà: per ora, è una speranza. Sulpizio continua spiegando cosa accadrà su uno sterrato sotto a un palazzo: «Sarà realizzato un parcheggio e sistemata un’area che adesso è nel degrado. L’università ci segnala la necessità di parcheggi e, a breve, li farà il Comune. Quella zona è importante: siamo intervenuti anche per riaprire un parco chiuso da troppo tempo. Inoltre, è lì che dovrebbe passare anche il filobus verso Francavilla». Anche questo secondo lotto della filovia, però, chissà se e quando arriverà visto che il primo, quello della Strada parco, è ancora nel pantano nonostante i fondi stanziati fin dal 1992 e un percorso riservato e senza ostacoli.
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