Under 12 e Marsica: più casi Il maxi calo non è ovunque

Il confronto febbraio-gennaio svela zone e fasce d’età che vanno in controtendenza
La discesa della curva dei contagi è sempre più rapida. In Abruzzo negli ultimi quindici giorni si sono registrati 25mila casi in meno rispetto alla prima metà di gennaio: 31mila contro 56mila. Il calo in un mese è stato del 45%.
A trascinare in alto questo dato sono soprattutto i ventenni e in misura minore trentenni, cinquantenni e sessantenni. E sul territorio sono i grandi centri urbani e quelli della costa, a partire da Pescara, che registrano cali più importanti.
Ma la discesa non è ancora per tutti. Non lo è per la fascia di età meno vaccinata della popolazione, quella dei bimbi con meno di 12 anni: tra loro i contagi sono ancora in crescita. E non lo è nemmeno per una zona precisa dell’Abruzzo, quella della Marsica, dove si mostrano in crescita i casi soprattutto nei due centri principali, Avezzano e Celano.
CHI SCENDE DI PIù
Tra le fasce di età, il calo più vistoso è quello dei ventenni: meno 70% contagi, dai 9.744 dei primi quindici giorni di gennaio ai 2.946 dei primi quindici giorni di febbraio. Non a caso, si tratta anche di una delle fasce più protette dal vaccino, attestandosi al 90,68% di copertura.
Staccata, ma comunque con una discesa più rapida della media abruzzese, c’è la fascia dei cinquantenni – che è anche la più popolosa – con il 57% in meno di contagi in un mese.
Vengono poi i trentenni con un calo del 51% e i sessantenni con il 50%.
Sopra alla media regionale anche i settantenni con un calo del 42% in un mese. Mentre gli adolescenti tra i 12 e i 19 anni sono esattamente sulla media del 45% di discesa del numero di contagi.
Più in basso quarantenni e settantenni con un calo del 42%.
OVER 80: IL CALO È ALL’INIZIO
Discesa molto più lenta – quindi solo all’inizio – per gli ultraottantenni: per loro il calo dei contagi tra la prima metà di gennaio e la prima metà di febbraio è stato soltanto del 17%.
Anche per questa fascia, il dato dei contagi sembra rispecchiare l’andamento della vaccinazione. Gli over 80, infatti, oltre a essere i più a rischio, in Abruzzo sono anche tra i meno coperti dal siero anti-Covid. La percentuale di protetti è infatti solo dell’84,2%, mentre il dato nazionale per questa fascia di età è al 94,7%: peggio dell’Abruzzo in Italia hanno fatto solo gli ultraottantenni calabresi.
UNDER 12: SI SALE ANCORA
Ma un collegamento tra contagi e vaccinazione è evidente anche e soprattutto nei dati che riguardano i bambini con meno di 12 anni che si mostrano come l’unica fetta della popolazione abruzzese in cui i casi sono ancora in crescita. Nella prima metà di gennaio gli under 12 contagiati furono infatti 5.820, mentre nella prima metà di febbraio sono stati 6.791. La crescita è del 17%. A condizionare il dato, però, c’è il fatto che sono tornati a scuola il 10 gennai.
Questa è però anche la fetta meno vaccinata della popolazione. Avendo cominciato per ultimi solo a fine 2021, infatti, è coperto dalle due dosi del vaccino pediatrico soltanto il 21,6% dei bimbi abruzzesi tra i 5 e gli 11 anni, mentre il 12,87% ha ricevuto la prima dose e attende di poter ricevere la seconda.
Per i piccoli con meno di 5 anni, invece, non è ancora arrivato il via libera alla vaccinazione da parte delle autorità sanitarie preposte, quindi non hanno alcun tipo di protezione.
DOVE SI SCENDE DI PIù
In termini assoluti, è Pescara la città con il calo dei contagi più importanti: 2.388 casi in meno (in un mese è passata da 4.906 a 2.518), che valgono una discesa del 49%.
Ma tra le venti città più grandi e più colpite, in termini percentuali il calo principale lo fa registrare Silvi con il -59%, seguita da San Giovanni Teatino con il -56% e da Ortona con il -54%. Sulla soglia del -50% si trova Giulianova, mentre, poco sotto, ci sono Lanciano, Roseto e Spoltore, tutte al 49%. A seguire un altro capoluogo di provincia, Teramo con il -46%, stesso dato di Montesilvano e un punto percentuale sopra a Città Sant’Angelo. Al -40%, invece, Sulmona e Vasto, mentre al -39% Francavilla e al -38% San Salvo. Calo meno pronunciato a Chieti (-37%) e soprattutto all’Aquila (-33%). In mezzo Martinsicuro (-35%).
MARSICA IN CONTROTENDENZA
Ed è proprio della provincia dell’Aquila l’unica zona che si mostra in controtendenza rispetto al resto dell’Abruzzo: la Marsica. È in crescita innanzitutto Avezzano, che fa segnare il +14%: dai 1.190 casi nella prima metà di gennaio ai 1.358 della prima metà di febbraio.
Ma tra i centri principali della Marsica è Celano che fa registrare il dato più significativo: +61%, dai 296 casi dei primi quindici giorni di gennaio ai 396 dei primi quindici giorni di febbraio. Dato, quest’ultimo, che ha portato il comune marsicano tra i 20 più colpiti di recente in regione.
Tra i primi 50 centri con più casi dal primo al 15 febbraio ci sono anche Luco dei Marsi (186 casi), Carsoli(181), Trasacco (177) e Tagliacozzo (158).

