Unione del centrosinistra D’Alberto: «Civici dentro e il candidato scelto qui»

21 Agosto 2023

Lettera aperta del sindaco: «Il modello Teramo sia un riferimento.  Il nome del presidente? La nostra regione non è una colonia romana»

PESCARA. Una apprezzamento: «Buono il lavoro svolto finora». Un auspicio: «È il tempo di sottoscrivere un patto per il futuro della Regione». Una sfida: «Bisogna trovare un candidato abruzzese, invertendo la logica di colonia romana della destra» e «che aggreghi e susciti entusiasmo». Sono le tre riflessioni che Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo, presidente dell’Anci Abruzzo e anche il “civico” più in alto nel centrosinistra regionale, porta al tavolo politico della coalizione costituito dai consiglieri regionali di opposizione e da alcune forze civiche in seguito alla nascita di Abruzzo Insieme, dopo i primi incontri finalizzati a un accordo per sfidare il presidente uscente della Regione, Marco Marsilio, alle elezioni del prossimo anno. Una sorta anche di altolà ai partiti da parte di altre forze civiche di area, con l’appello alla necessità di condivisione delle scelte, senza candidati alla presidenza calati dall’alto ma decisi subito.
«Le forze civiche ci sono», conclude D’Alberto, «torniamo ora a sederci ascoltando i territori per il confronto decisivo che ci consenta di individuare subito il miglior interprete del “Patto con l’Abruzzo”, che il futuro della nostra Regione ci ha chiesto di scrivere insieme».
La premessa dalla quale D’Alberto parte è che «negli ultimi cinque anni l’Abruzzo ha perso centralità e competitività, e questo a causa di una gestione politico-amministrativa, quella dell’amministrazione Marsilio, caratterizzata dalla carenza di azione di programmazione organica e strutturale che sapesse leggere la Regione in tutte le specificità dei suoi territori. Questo è stato il governo regionale della parcellizzazione degli interventi, dei contributi a pioggia, di sostegni che nulla hanno a che vedere con investimenti sui territori. Una mancata visione complessiva che si è concretizzata nell’assenza di azioni efficaci in termini di programmazione sanitaria, politica industriale e del lavoro, sostegno all'artigianato, all’agricoltura, di difesa del territorio rispetto allo smantellamento dei servizi, in tema di connessione tra ricostruzione e rigenerazione, di valorizzazione e rilancio delle aree interne, di una politica sociale e dei servizi educativi». Da qui la consapevolezza, per D’Alberto, che «la Regione del prossimo quinquennio», abbia «bisogno di un radicale cambiamento e di un progetto politico-amministrativo che superi i confini territoriali, guardando all’Abruzzo nella sua interezza, come a un territorio che deve crescere insieme, cancellando la dinamica di una regione a diverse velocità. Abbiamo apprezzato e condiviso il lavoro del tavolo politico di confronto che, sulla scia della prima iniziativa svolta a Teramo, i consiglieri regionali di opposizione hanno avviato il 21 luglio, con la partecipazione ampia delle forze politiche e civiche, così come riteniamo positivo l’esito della piattaforma programmatica definita. Per camminare insieme verso un progetto politico vincente, esperienze civiche e forze politiche devono essere in un rapporto paritetico. Solo un percorso così costruito consente di aprire una porta politico-amministrativa alla società civile ed avere un consenso vero e strutturato. È decisivo», conclude D’Alberto, «essere disposti a fare un piccolo passo indietro rispetto alle ambizioni individuali e di parte, per farne uno più grande in avanti, in favore di una comunità che crede ci possa essere una alternativa alla destra».
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