Unioni civili e matrimoni da mercoledì sono uguali
Pronto il regolamento che equipara le coppie di fatto alle famiglie sposate Il provvedimento all’esame del consiglio, ma la maggioranza è ancora divisa
PESCARA. Dopo otto anni di attesa, il registro delle unioni civili, per equiparare i diritti delle coppie di fatto a quelli delle famiglie unite con il matrimonio, dovrebbe finalmente vedere la luce. Il condizionale è d’obbligo, perché anche stavolta la maggioranza è spaccata in due, tra favorevoli e contrari. Ma il regolamento è pronto, andrà all’esame del consiglio comunale mercoledì prossimo. La proponente è la consigliera di Sel Daniela Santroni e altri 13 esponenti della maggioranza hanno già firmato insieme a lei il provvedimento da approvare.
È una svolta, perché fino ad oggi mancava proprio il regolamento per istituire il registro delle unioni civili. Il primo tentativo di far approvare dall’aula una proposta di delibera riguardante le coppie di fatto risale a dieci anni fa. Ma nel 2005 quel provvedimento non venne approvato. Nel 2008, l’allora consigliere di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo riuscì con un blitz a far passare una delibera, ma il registro non vide mai la luce, perché l’allora giunta guidata da Luciano D’Alfonso si mostrò contraria. Successivamente, ci furono numerosi tentativi, da parte dell’amministrazione di centrodestra guidata da Luigi Albore Mascia, di revocare quella delibera approvata, ma fallirono tutti. Nell’ottobre dell’anno scorso, infine, i consiglieri in carica fecero approvare una mozione che impegnava sindaco e giunta a istituire il registro.
Ora, con il regolamento, il registro delle coppie di fatto potrebbe diventare davvero realtà. «Tra l’altro nel provvedimento c’è una novità importante», ha fatto notare la Santroni, «è stata prevista la possibilità di potersi cancellare dal registro, mentre prima non era stata contemplata».
Con l’iscrizione al registro, in pratica, le unioni civili di qualsiasi tipo, eterosessuali o omosessuali, verranno riconosciute. Potranno iscriversi le persone maggiorenni legate da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nella stessa città. Il Comune, da parte sua, garantirà alle coppie di fatto gli stessi diritti delle famiglie sposate. Più precisamente, saranno garantiti i diritti per quanto riguarda le case, la sanità, i servizi sociali, le iniziative per i giovani, gli adulti, gli anziani, lo sport e il tempo libero, la formazione, la scuola, i servizi educativi, i trasporti.
Al riguardo, il comma 5 dell’articolo 2 del regolamento dice espressamente: «Chi si iscrive al registro, è equiparato al parente prossimo del soggetto con cui è iscritto ai fini della possibilità di assistenza». Le iscrizioni avverranno esclusivamente in base a una domanda presentata al Comune. Invece, la cancellazione dal registro potrà avvenire per il cessare della coabitazione, oppure per il venire meno dei rapporti affettivi di una o di entrambe le parti interessate.
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