Unioni civili in Consiglio ma la commissione dice no

Il provvedimento subisce uno stop prima del voto odierno in assemblea I consiglieri di maggioranza: «Innocua battuta d’arresto per ragioni tecniche»
PESCARA. «Sulle unioni civili si va avanti. Nessun problema amministrativo». La proposta di delibera sottoscritta da 14 consiglieri della maggioranza per rendere finalmente operativo ed efficace il registro delle Unioni civili approvato nel 2003, tramite alcune integrazioni al regolamento, ha registrato ieri in commissione Statuto quella che la maggioranza di centrosinistra definisce «un’ innocua battuta d'arresto, dovuta principalmente a questioni tecnico-amministrative».
A sostenere che il provvedimento è vivo e vegeto alla vigilia della seduta di Consiglio comunale che oggi lo discuterà e lo voterà (a meno di rinvii ).
«Per errore», affermano i sottoscrittori della proposta di delibera (Gabriella Lola Berardi, Antonio Blasioli, Simona Di Carlo, Tiziana Di Giampietro, Carlo Gaspari, Piero Giampietro, Leila Kechoud, Emilio Longhi, Ivano Martelli, Antonio Natarelli, Riccardo Padovano, Francesco Pagnanelli, Fabrizio Perfetto e Daniela Santroni) «è stata inviata ai consiglieri una relazione del dirigente, Marco Molisani, datata 29 gennaio 2015, in cui si esprimevano alcune criticità alla prima versione della proposta di delibera. Tale relazione era già stata superata dalle integrazioni presentate il 5 marzo scorso dalla consigliera Santroni. Pertanto, la proposta del provvedimento, così modificata, ha ricevuto tutti i pareri favorevoli richiesti (tecnico, contabile e giunta) a partire proprio da quello del dirigente Molisani». Il che fa ritenere ai consiglieri di maggioranza che l’attesa delibera sulle unioni civili potrà essere approvata.
Con questo regolamento, tutte le coppie di fatto registrate otterranno un attestato con il quale potranno accedere ai benefici dei servizi comunali e al diritto di assistere il proprio convivente in caso di cure ospedaliere o similari, come tutte le altre coppie.
Sul questione delle unioni civili a Pescara interviene anche l’ex consigliere di Rifondazione Maurizio Acerbo, per ricordare come la delibera datata 2008 attenda ancora di essere attuata mentre negli interi Stati Uniti e in tutta Europa le unioni tra persone dello stesso sesso e le coppie di fatto hanno ricevuto riconoscimento giuridico.
«Grazie a centrodestra e Pd», commenta Acerbo, «l’Italia è in compagnia di Turchia, Iran, Arabia Saudita e Libia. La delibera di Daniela Santroni integra la nostra nel senso che sulla base delle esperienze dei Comuni che il registro l'hanno attivato introduce positive previsioni regolamentari aggiuntive. In caso non dovesse essere approvata a causa dei rappresentanti dell'Isis presenti nella maggioranza (evenienza che credo possa essere scongiurata dal voto favorevole del M5s) auspico che sindaco e giunta procedano comunque sulla base della delibera congelata da anni e a suo tempo predisposta da Rifondazione con l'associazione Jonathan Diritti Inmovimento. Invito» prosegue Acerbo, «gli esponenti del centrodestra di cultura liberale a trovare una piccola dose di coraggio per votare a favore della delibera. In particolare credo che debba farlo l'ex-sindaco Luigi Albore Mascia considerato quanto impegno ha profuso nel costruire l'identità e l'immagine di Pescara come "città dannunziana"». In posizione decisamente contraria, annuncia ostruzionismo Scegli Pescara-Lista Teodoro, che presenterà 500 emendamenti sul provvedimento.
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