«Uniti si può vincere» Speranza lancia Sclocco

Il segretario di Articolo Uno a Pescara per la candidata del centrosinistra L’aspirante sindaco: «Sfida cominciata in salita, ora un entusiasmo pazzesco»
PESCARA. Porta un messaggio di ottimismo sul risultato delle elezioni, perché a Pescara può accadere «quello che è successo a Madrid» e alle amministrative del 26 maggio si può vincere. Ed elargisce consigli ai candidati, con tono pacato ma deciso. Roberto Speranza, segretario nazionale di Articolo Uno, nella sua visita a Pescara per lanciare la candidatura a sindaco di Marinella Sclocco, ha incontrato gli aspiranti consiglieri comunali (le liste sono 3) nella sede elettorale di via Nicola Fabrizi, indicando loro come portare avanti la campagna elettorale. «Vanno tenute insieme due parole, che sono umiltà e coraggio», ha detto. «La prima è decisiva perché la politica arrogante ha stancato. E per entrare in sintonia con le persone serve umiltà, quando andate nelle case e trovate sofferenza e disagio. E poi serve il coraggio di chi crede in ciò che fa».
Non può che essere fortemente critico il giudizio di Speranza nei confronti di una destra che «sembra straripare, con i suoi messaggi violenti. Dobbiamo dare il segnale che c’è una alternativa» anche perché «le condizioni per la ripartenza ci sono, un altro centrosinistra è possibile, così come un altro modo di fare politica. E difficilmente una nuova stagione del centrosinistra si costruisce solo a Roma». Con la Sclocco, ha aggiunto, Pescara ha «una grande opportunità» e fino al 26 i candidati dovranno tenere a mente che «anche le battaglie difficili possono essere vinte. Io sono sicuro che ce la faremo», ha detto Speranza davanti ai candidati e al segretario di Articolo Uno Francesco D’Agresta.
Guardando al polo opposto, al cui interno l’avversario più temibile appare la Lega, Speranza ha commentato che «l’autonomia differenziata ucciderà i territori sotto il Rubicone e ci metterà in difficoltà» e il partito di Salvini, ha aggiunto, si muove «a difesa di aree già fortissime del paese. Non è vero che la destra debba vincere, da qui può arrivare un messaggio di riscatto e di cambiamento». Considerato, poi, che i candidati sono tanti, non bisogna dare «nulla per scontato».
È ottimista anche Sclocco, perché sta «scoprendo che il centrosinistra è vincente quando è unito. Ma bisogna tornare sul territorio, dove la politica non è stata fino ad ora. Io sono per il faccia a faccia con le persone, per il dialogo e il confronto e quindi credo che vadano ricostituiti i comitati e i consigli di quartiere». Tra i suoi obiettivi «la trasformazione di luoghi dimenticati e insicuri, anche attraverso le 300 telecamere, l’azzeramento delle liste di attesa nei nidi, la restituzione alla città dell’ex Cogolo, luogo di stazzo e di spaccio». E parla di una «Pescara grande, non di una grande Pescara, perché alcuni temi vanno affrontati con i comuni di tutta l’area metropolitana, come la mobilità». La sua sfida «è cominciata in salita ma timidamente si è trasformata, capovolta». E ora la «candidata pop» registra «un entusiasmo pazzesco».

