Università, secondo crollo in 11 giorni

Dal controsoffitto di una stanza al secondo piano si è staccato un grosso pannello finito sulla scrivania di una docente
PESCARA. Questa volta all’università di viale Pindaro non è crollato parte del controsoffitto, com’è accaduto il 24 aprile nell’aula dei lettori del dipartimento di Lingue (ancora inagibile al primo e secondo piano), ma si è staccato, precipitando, uno dei grossi pannelli che rivestono il controsoffitto. L’ha ritrovato ieri la professoressa associata di restauro sulla scrivania della sua stanza, al secondo livello del dipartimento di Architettura, ed è scattato un nuovo allarme. Molto più “silenzioso”, rispetto all’altra volta, ma comunque preoccupante, anche se i due episodi avrebbero origini diverse come spiega il direttore del dipartimento di Architettura, il professor Paolo Fusero: «L’episodio non ha nulla a che vedere con la gravità di quanto avvenuto a Lingue, dove c’è stato un cedimento del solaio. Nel nostro caso», spiega, «il pannello è caduto probabilmente perché posizionato male. Si tratta di pannelli che hanno una tolleranza di pochi millimetri, all’interno di un edificio di 40 anni fa, molto elastico, che registra microspostamenti anche in una giornata di vento intenso, anche al passaggio di un grosso camion. Dico questo non per minimizzare quanto accaduto, ma per capire come comportarsi. Innanzitutto», va avanti il docente di Urbanistica, «con una campagna di rilevamento immediata, a vista, per verificare se ci siano anomalie negli altri pannelli, cosa che abbiamo cominciato a fare già questa mattina (ieri ndr) con i colleghi di Ingegneria e che andrà concertato con l’Ateneo. Poi», va avanti, «è necessaria una manutenzione programmata con particolare attenzione alle controsoffittature. Perché i problemi riscontrati sono sempre nelle controsoffittature che dovrebbero peraltro escludersi da edifici di questo tipo perché per natura impediscono un controllo visivo del solaio. La manutenzione è già in programma da parte dell’amministrazione, va ulteriormente accelerata. Ma voglio tranquillizzare le famiglie dei nostri studenti», conclude, «gli spazi e le aule frequentate dai ragazzi non hanno controsoffitti, sono sicuri».
Sollecita un’ispezione urgente Goffredo De Carolis, segretario generale di Ateneo della Csa Cisal Università: «Ho scritto tre lettere dal giorno del crollo, il 24 aprile, chiedendo controlli più approfonditi sulle strutture e sulla sicurezza del personale e degli studenti dell’Ateneo. Ma dal rettore e dal direttore generale non ho avuto risposta. Di fronte a questo atteggiamento invoco un’ispezione urgente del prefetto, del sindaco, del questore e del comandante del vigili del fuoco. Non è più tollerabile restare inermi di fronte all’incapacità del vertice della D’Annunzio».
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