Università, stop ai disabili Fuori uso 9 ascensori su 12

Guasti anche i montascale. Il papà di un ragazzo: porterò mio figlio a Venezia
PESCARA. Nove ascensori bloccati da una decina di giorni, su 12 esistenti. Quattro montacarichi rotti da mesi. Due montascale funzionanti a giorni alterni e solo per pochi minuti. Durissima la vita degli studenti disabili delle Facoltà di Lingue, Economia e Architettura dell' università D'Annunzio di viale Pindaro. Per loro è impossibile accedere con la carrozzella o con le stampelle alle aule dei piani alti o a quelli sotterranei dell'edificio scolastico, per seguire le diverse lezioni o le conferenze nell'aula Federico Caffè e nell'aula Rossa di Architettura. Stessa, drammatica, situazione nell'adiacente palazzo Micara, dove si trovano 6 aule al primo piano raggiungibili, per chi può, solo dalle scale. In questi giorni, con gli ascensori bloccati, gli studenti con disabilità sono costretti a spostarsi da un'aula all'altra del pianterreno, seguiti dal trasferimento forzato e solidale dei compagni di classe.
Vincenzo Anzoletti, 20 anni, di Pescara, studia inglese e tedesco e sta pensando anche al francese, («Ma intanto mi hanno assegnato un tutore di lingua spagnola», ironizza) adora Mozart e la Divina Commedia, che quasi conosce a memoria. Ha girato l'Europa insieme a papà Lino, 63 anni, che ha lasciato il suo lavoro di meccanico (oggi è venditore online) per seguire gli studi del figlio. Insieme hanno visitato Berlino, Monaco, Parigi, Vienna e, prossimamente, andranno a Londra, Madrid e Barcellona. «Abbiamo fatto tanto viaggi e non abbiamo avuto mai problemi con le barriere architettoniche», commentano, «qui, invece, non riusciamo neppure a entrare in un ascensore».
Ogni mattina, papà Lino accompagna il figlio all'università e lo va a riprendere a fine lezione, verso le tredici. All'arrivo, entra dall'ingresso della seconda barriera e prosegue con l'auto verso il polo Micara, dove Vincenzo fa lezione normalmente. Anche ieri mattina hanno ripetuto lo stesso tragitto. E di nuovo hanno trovato il cartello "fuori servizio" sull'ascensore. In classe non si sale, quindi ieri le lezioni di Vincenzo si sono svolte nell'aula 17 al pianterreno. Il signor Lino era furioso: «Questa situazione è inammissibile, mio figlio si sta già cercando un'altra sede di studi, forse a Venezia». E ha espresso un timore: «E se mio figlio una volta raggiunti i piani alti, non potesse riscendere dal momento che gli ascensori si fermano in continuazione, come lo riporto giù?».
Quindi l'appello «a fare qualcosa subito» al rettore della D'Annunzio, Carmine Di Ilio che ieri abbiamo cercato di raggiungere ma non siamo riusciti a contattare. Stessa odissea quotidiana anche per Marta, 19 anni di Chieti, studentessa di Mediazione Linguistica, costretta a spostarsi da un piano all'altro, sotto e sopra, con le stampelle. «In questi giorni», racconta la madre che anche ieri l'ha accompagnata in classe, «mia figlia deve salire e scendere una serie di rampe di scale, tre o quattro, con le stampelle per raggiungere le varie aule dove segue le lezioni. Dall'aula 6, l'ultima al secondo piano di palazzo Micara, alla 19, piano interrato della Facoltà di Lingue. Oltre che un disagio, per mia figlia è un enorme sforzo fisico. Per lei, come per gli altri suoi compagni ipovedenti e che si sorreggono col tripode».
Sui montacarichi accanto alle aule 5 e 7 di Economia, un cartello avvisa che «l'impianto elevatore è in manutenzione per ripristino secondo le modalità previste dalla normativa vigente». Solo che gli operai non si vedono da tempo, sussurrano negli ambienti. Alla Facoltà di Lingue, un' altra indicazione precisa che è «vietato l'uso dell'ascensore», nel caso qualcuno volesse servirsene. I montascale, gli studenti disabili non ci pensano proprio a usarli. Tanto funzionano qualche volta sì e più spesso no. E sono talmente lenti nella salita e nella discesa da bloccare, per diversi minuti, il deflusso della popolazione studentesca che si avventura sulle scale in quegli attimi.
L'azienda vincitrice dell'appalto degli ascensori è di Rovigo ed è pescarese la ditta subappaltatrice della manutenzione. Manutenzione ordinaria che non avviene effettuata da settimane perché ci sarebbe un contenzioso in corso tra le due aziende. Gli unici tre ascensori funzionanti, ma piuttosto datati, si trovano nella facoltà di Economia. Tra gli interventi da effettuare nei locali universitari, la sostituzione delle lampadine nei bagni che a sera rimangono al buio. Nel frattempo, però, sono stati eseguiti i lavori di riparazione delle controsoffittature crollate a gennaio nel Centro Linguistico e nella sezione di Economia al primo piano dell'ateneo di viale Pindaro.
A causa delle infiltrazioni d'acqua nei soffitti, probabilmente non perfettamente impermeabilizzati dal catrame, si erano formati due grossi buchi nei pannelli del diametro di circa 70 centimetri, che sono stati riparati. In quella stessa ala dell'edificio universitario, (definito «un colabrodo» dai docenti che a gennaio lanciarono l'allarme) il 24 aprile 2015 rimase ferita una prof per il crollo di calcinacci dal soffitto.

