«Uno studente su cinque è vittima di bullismo: parlate, senza vergogna»

Nella seconda tappa di “Connessioni digitali” promosso dal Corecom l’appello di forze dell’ordine e docenti universitari sui rischi del web
PESCARA. «Parlate, non vi vergognate. Se vi capita di assistere a certi episodi, non vi voltate dall’altra parte. Solo così si possono combattere bullismo e cyberbullismo». È l’appello che polizia, rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari e sociologi hanno lanciato, ieri mattina, a oltre 260 studenti delle scuole medie che hanno partecipato alla seconda tappa del mini tour di “Futuro Hub, Connessioni digitali” promosso dal Corecom Abruzzo. Il tema dell’incontro, che si è tenuto all'Aurum, è stato “Bullismo e Cyberbullismo: tra prevenzione, consapevolezza e contrasto”.
Ai giovani sono state spiegate, con testimonianze e filmati, le differenze fra bullismo e cyberbullismo, le opportunità, ma anche le insidie e i rischi del web. Toccante il video della mamma di Andrea, un 15enne di Roma, che nel novembre 2012 si è ucciso. Per gli amici, era «il ragazzo dai pantaloni rosa».
«Affrontiamo questo tema», ha spiegato Giuseppe La Rana, presidente del Corecom Abruzzo, «perché veniamo da una fase pandemica in cui i modi e le forme di socializzazione hanno interessato sempre più le varie piattaforme, da facebook a tik tok. E questo se da una parte ha molto aiutato, dall’altro ha portato a un proliferare di circostanze attraverso cui il cyberbullismo si è diffuso». La Rana ha fornito dati sul fenomeno in crescita, dal 2017 a oggi. «Nel 2018/2019 ci sono stati diversi casi in Abruzzo, attenzionati anche dal Tribunale dei minorenni. Abbiamo avuto circa 116 vittime di ingiurie, altrettanti di minacce, di diffamazione sul web. Ci sono stati casi di stalking, di ricatti sessuali e anche estorsioni. In totale, 400-500. Calcolando che in Abruzzo i ragazzi fino ai 18 anni sono circa 100mila, la percentuale interessata dal fenomeno era all’incirca dell’1%. Oggi, nel 2023», ha evidenziato, «1 su 5 dei giovani che frequentano le medie è vittima di bullismo e cyberbullismo. Il 20% dei ragazzi sotto i 18 anni ha affermato di averne avuto a che fare. Sono dati importanti. L’Osservatorio nazionale parla del 61% dei ragazzi sino ai 20 anni. In Italia, dunque, 2 giovani su 3». Rivolgendosi poi ai ragazzi, La Rana ha detto che «bullismo e cyberbullismo sono l’oppio di quelli che si credono forti, ma sono solo deboli e prepotenti. Voi avete oggi la possibilità di guidare il cambiamento».
L’incontro si è aperto con i saluti del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri che ha invitato a denunciare. Dopo Sospiri è stata la volta della garante regionale dell'Infanzia e dell'adolescenza, Maria Concetta Falivene, la quale ha spiegato che «le istituzioni possono operare, ma occorre sinergia con famiglia e scuola», e del vice sindaco Gianni Santilli, che ha ribadito l’importanza di iniziative come questa. Quindi, gli interventi di Michele Cascavilla, presidente del corso di laurea in Ricerca sociale, Politiche della sicurezza e criminalità dell’università D'Annunzio, del regista Walter Nanni, che ha presentato il progetto Cineager; di Elisabetta Narciso, dirigente Cosc Abruzzo della polizia postale; Andrea Pelliccione, commissario capo e psicologo della polizia; Giammaria De Paulis, docente della D’Annunzio. Cascavilla ha illustrato i risultati di un questionario sottoposto a 1.500 studenti di un liceo abruzzese. Il 66% ha scritto di aver subito atti di bullismo soprattutto alle medie. La dirigente della Polpost Narciso ha spiegato anche con esempi concreti i rischi, penali compresi, a cui si va incontro, ricordando alla platea di ragazzi di pensarci bene prima di postare e fare clik. È stato poi fatto presente che certi tipi di immagini quando finiscono in rete diventano pedopornografiche. «Nessuno vi dice di non usare lo smartphone, ma va fatto con attenzione», ha sottolineato De Paulis. « Attenti a ciò che condividete e mettete on line. Usate la testa».
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