Urla e schiaffi al pronto soccorso Infermieri aggrediti, danni ai locali

26 Marzo 2019

Un uomo che non voleva attendere se l’è presa con il personale ed è stato bloccato dalla polizia Il primario Albani: «Gli episodi di violenza sono continui, serve il potenziamento della vigilanza»

PESCARA. Ha preso a schiaffi un infermiere e sbraitato contro un’infermiera. Tutto perché non aveva intenzione di attendere il suo turno al pronto soccorso, dove era arrivato una quindicina di minuti prima, a supporto del padre che aveva avuto un malore.
Sono i passaggi dell’ultima aggressione in ordine di tempo ai danni del personale impegnato in ospedale, dopo gli episodi dei mesi scorsi in cui hanno avuto la peggio il coordinatore del posto di polizia e una guardia giurata.
Stavolta, un utente del pronto soccorso ha preso di mira il personale infermieristico del pronto soccorso perché riteneva di non poter attendere più di tanto, una volta conclusa la procedura di accettazione del padre, finito lì per un malore (e classificato con un codice verde).
Erano circa le 3 di notte di domenica ed erano passati più o meno 15 minuti dall’arrivo in pronto soccorso quando il figlio dell’uomo che aspettava di essere visitato ha cominciato ad alzare la voce, agitandosi e dimenandosi parecchio, al punto da creare perfino dei danni a locali e suppellettili. Sulla porta della sala di emergenza ha cominciato a discutere per far valere le proprie ragioni, prendendosela con una infermiera. Subito dopo, mentre la donna si allontanava con una certa preoccupazione usando una seconda porta, l’uomo ha presa di mira un infermiere. Quest’ultimo, avvicinandosi alla sala di emergenza, si è visto andare incontro l’uomo che protestava ed è stato colpito con un ceffone dopodiché ha alzato le mani per difendersi e bloccare l’aggressore. A quel punto sono intervenute altre persone ed è stata allertata la sala operativa della questura, che ha fatto intervenire il personale della squadra volante.
Il responsabile di quel parapiglia è stato identificato dai poliziotti e i due infermieri sono stati tranquillizzati dai colleghi. La donna, in particolare, è rimasta particolarmente turbata da questo episodio e giudicata guaribile in quattro giorni, mentre il collega ha avuto una prognosi di tre giorni.
È avvenuto tutto sotto gli “occhi” delle telecamere che hanno registrato la sequenza e le immagini potrebbero essere visionate a breve dalla polizia per definire l’accaduto.
Non intende far finta di nulla il responsabile del pronto soccorso, Alberto Albani, già alle prese con la carenza di personale e con i problemi di affollamento della struttura che spesso portano a dirottare i pazienti in altri ospedali. Dopo l’aggressione dell’altra notte è pronto a sporgere denuncia e punta al risarcimento dei danni. «Non è la prima volta che accade», dice Albani. «Di recente ci sono stati altri episodi, l’ultimo giovedì scorso quando una persona si è presentata con un bastone».
L’ideale sarebbe «potenziare la vigilanza», prosegue. «Purtroppo, il posto di polizia (a fianco al pronto soccorso) è aperto solo 12 ore al giorno, ma sarebbe opportuno mantenerlo operativo 24 ore su 24, garantendo una maggiore dotazione di personale. Oppure si potrebbe pensare a un incremento dei vigilantes», che controllano la struttura ospedaliera.