Urp e Anagrafe, da oggi chiusi gli sportelli

10 Marzo 2020

Gli uffici dell’ente si fermano fino al 3 aprile, certificati urgenti rilasciati solo su richiesta telefonica

PESCARA. Il Comune di Pescara si ferma per l’emergenza coronavirus. Alcuni uffici sono stati già chiusi ieri, altri lo faranno oggi, mentre l’amministrazione sta studiando la possibilità di far lavorare da casa, con misure di smart working, alcuni dipendenti.
Il primo a chiudere è stato ieri lo Sportello unico per le attività produttive (Suap). «Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del coronavirus», spiega una nota dell’ente, «i nostri uffici resteranno chiusi al pubblico fino al 3 aprile, salvo eventuali proroghe». Sarà garantita, tuttavia, l’assistenza telefonica contattando il numero 085/4283900, attivo tutti i giorni feriali, dalle 9 alle 13.
Oggi, invece, scatta la chiusura dell’Urp e dell’Anagrafe comunale. Anche in questo caso, lo stop è previsto fino al 3 aprile, salvo eventuali proroghe. Per il rilascio di certificati urgenti, si potranno contattare gli uffici. Per quanto riguarda l’Urp, sarà attivo il numero verde 800.48.25.27, da lunedì a venerdì dalle 8,30 alle 12 e martedì e giovedì anche nel pomeriggio, dalle 15,30 alle 17. Stesso discorso per l’Anagrafe, dove è attivo il numero 085/4283700 per poter richiedere certificati urgenti. Gli operatori risponderanno il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 11,30 alle 13; il martedì e giovedì, dalle 14,30 alle 15,30.
Intanto, da domenica scorsa, è in vigore l’ordinanza del sindaco con cui si sospende lo svolgimento dei mercati rionali, ossia quelli all’aperto particolarmente frequentati da cittadini e turisti e considerati, quindi, a maggior rischio di contagio.
Sono in tutto nove i mercati all’aperto. Sono quelli di via Pepe, via Rio Sparto, via Carlo Alberto Dalla Chiesa, strada parco, via Maestri del lavoro, Colle Madonna, via Monti Aurunci, via Passolanciano, piazza della Repubblica angolo area di risulta.
«Per noi», ha spiegato il sindaco Carlo Masci, «non è certamente facile dire a un imprenditore o a un operatore commerciale di limitare o chiudere l’attività, perché sappiamo che la mancata redditività mette in crisi ogni azienda, ma è evidente che ora non sappiamo fare diversamente se vogliamo davvero tutelare la popolazione. Ieri sera (domenica, ndr) in Comune ho incontrato i rappresentanti delle associazioni di categoria e ho trovato in loro una totale disponibilità». (a.ben.)
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