Usura, assolto Luca Di Matteo

20 Ottobre 2021

Nel mirino un prestito di 12.800 euro. I giudici: il fatto non sussiste

PESCARA. Finisce con un’assoluzione con formula piena, «perché il fatto non sussiste», il processo a carico di Luca Di Matteo deciso ieri dal collegio del tribunale di Pescara, chiamato a giudicare l’imputato per il reato di usura.
Una vicenda piuttosto datata che risale al periodo compreso tra novembre 2012 e maggio 2013.
Al titolare e al gestore di un’impresa commerciale che aveva sede a Roseto, l’imputato versò, come si legge nel capo di imputazione, un importo di 12.800 euro (la consegna avvenne presso l’hotel Amico a Città Sant'Angelo, da qui la competenza di Pescara), facendosi consegnare dai due imprenditori, che erano in evidenti difficoltà economiche, «due assegni bancari post-datati dell’importo complessivo di 13.800 euro, successivamente rinnovati per effetto della consegna di un nuovo titolo dello stesso importo con scadenza maggio 2013 e quindi otteneva la dazione di interessi sulla somma finanziata pari a 1.000 euro per un lasso di tempo di 150 giorni, praticando così un tasso di interesse che, avuto riguardo alla situazione di difficoltà economica in cui si trovavano le parti offese, appariva in concreto sproporzionato». Il fascicolo venne istruito dall’allora pm Barbara Del Bono, per poi passare di mano ad altri magistrati fino ad arrivare davanti al giudice dell’udienza preliminare che ne dispose il rinvio a giudizio, e approdare successivamente davanti al collegio.
E ieri, al termine del dibattimento, e dopo aver ascoltato i testi dell’accusa e della difesa nelle precedenti udienze (le parti offese si erano costituite parti civili), i giudici hanno ritenuto l’infondatezza delle accuse assolvendo l’imputato con la formula piena dal reato di usura. (m.cir.)
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