Usura e ricatti all’imprenditore Arrestata una giovane coppia

Il titolare di una ditta, dopo aver comprato cocaina dai due, accumula debiti e finisce nella trappola La somma da restituire sale da 3.000 euro a 13.500. E così dopo le minacce si rivolge alla polizia
PESCARA. Usura aggravata, estorsione e spaccio di stupefacenti in concorso. Sono queste le accuse con cui, ieri mattina, la squadra mobile, diretta da Gianluca Di Frischia, ha arrestato un rom di 37 anni pescarese, già conosciuto alle forze dell’ordine, e la moglie di 32 anni. Su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Francesco Marino e richiesta del pm Gabriella De Lucia, lui è finito in carcere mentre lei ai domiciliari. La coppia, per più di un anno, a periodi, ha reso un inferno la vita a un noto imprenditore locale che da loro si riforniva di cocaina. Per un po’, tutto è andato bene. Le cessioni avvenivano regolarmente in un appartamento del centro, in cui la donna risiede. Poi però l’imprenditore ha iniziato, a causa della droga e non solo, ad avere problemi economici e i due ne hanno approfittato per prestargli denaro a interessi usurari. A fronte di un debito iniziale di tremila euro la vittima è stata costretta a sborsare, in poco tempo, oltre 13.500 euro. E non è finita qui. La coppia pretendeva sempre di più e così sono cominciate le minacce. Minacce di morte e di rivelare a tutti, se non avesse dato loro i soldi, che faceva uso di cocaina oltre a dettagli intimi compromettenti di cui erano al corrente.
Spaventato, nell’aprile del 2022, ha deciso di rivolgersi alla polizia, presentando denuncia. Sono quindi partite le indagini della mobile che ieri si sono concluse con le due misure cautelari. La 32enne era già stata arrestata in flagranza un mese fa. I poliziotti, che la stavano tenendo d’occhio nell’ambito dell’indagine, avevano trovato nel suo appartamento della droga. Al termine dell’udienza di convalida, era però tornata libera.
In sede di denuncia, la vittima ha confessato ai poliziotti che da alcuni anni faceva uso di cocaina, che acquistava dalla coppia al prezzo di 100 euro per ogni dose da mezzo grammo, per una media di oltre 1.000 euro al mese. Ha spiegato anche che era lui che andava a casa della 32enne a comprare lo stupefacente e che il marito era sempre presente. Poi aveva avuto delle difficoltà economiche e i due si erano subito resi disponibili a prestargli il denaro. Ma da questo momento era iniziato il suo calvario, fatto di richieste di soldi e, quindi, di minacce, appostamenti sotto casa.
Dopo la denuncia alla polizia, per un po’ la situazione sembrava essersi calmata. Di recente, però i due sono però tornati di nuovo a perseguitarlo. Da quanto emerso, moglie e marito addirittura lo fermavano per strada e nei luoghi da lui abitualmente frequentati, mettendolo in difficoltà. Gli dicevano che di lui sapevano tutto e che, se non faceva quello che gli chiedevano, avrebbero divulgato particolari non proprio edificanti sulle sue abitudini. In diverse occasioni, hanno avvicinato anche qualche conoscente e vicino di casa con frasi del tipo: «Se lo vedete, ditegli che non si facesse più vedere in giro». Tutto questo è andato avanti sino a maggio quando poi è scattato l’arresto nei confronti della donna. Il suo appartamento, in centro, era diventato un punto di riferimento per i consumatori di cocaina.

