«Utile sottoporre tutti gli studenti a uno screening cardiologico di base»

«Al contrario di quanto avviene per il certificato agonistico sportivo, che prevede controlli severi, per tutte le altre situazioni in cui si fa sport, amatoriale o non agonistico, c'è una carenza di...
«Al contrario di quanto avviene per il certificato agonistico sportivo, che prevede controlli severi, per tutte le altre situazioni in cui si fa sport, amatoriale o non agonistico, c'è una carenza di controlli che andrebbe evitata, prima di tutto con screening nelle scuole». È quanto afferma Francesco Fedele, Ordinario di Cardiologia dell'università Sapienza di Roma e presidente della fondazione “Il Cuore siamo noi” in riferimento alla vicenda di Marco Calabretta. «Al di là del fatto specifico, la prevenzione resta irrinunciabile», afferma il cardiologo, che proprio mentre si parla di tagliare gli esami inutili, rilancia affermando che tutti gli studenti dovrebbero essere sottoposti almeno a uno screening cardiologico di base. «Noi come fondazione della società italiana di cardiologia stiamo portando avanti un programma e finora abbiamo eseguito quasi 20 mila elettrocardiogrammi nelle scuole e abbiamo riscontrato una percentuale non bassissima di alterazioni che richiedevano un ulteriore controllo. Alla fine probabilmente risulterà positivo l'1-1,5% ma si tratta di casi che probabilmente non sarebbero venuti fuori altrimenti. I controlli che si fanno per il certificato sportivo agonistico sono i più severi al mondo ed è dimostrato che riducono di molto le morti improvvise. Con il decreto precedente non c'era distinzione con l'attività non agonistica, è stato un errore cambiarlo. Risparmiare è importante ma è quando succedono eventi terribili che ci rendiamo conto di quanto sia importante prevenire».

