Va al bar con la pistola, scatta l’arresto

2 Novembre 2018

Alla vista dei carabinieri il 46enne ha passato l’arma al commesso, ma è stato bloccato. Sequestrati un coltello e 13 proiettili

MONTESILVANO. È entrato in un bar di Montesilvano con una pistola perfettamente funzionante, con 13 colpi. Non immaginava che di lì a poco sarebbero arrivati i carabinieri. E quindi, vedendo le pattuglie che si avvicinavano, ha subito cercato di disfarsi dell’arma, ma è stato bloccato dai militari. E poco dopo si è scoperto che aveva con sé anche un coltello. Per l’uomo, Massimo Cicolini, 46 anni, è scattato l’arresto ed è finito in carcere mentre le armi sono state sequestrate dai carabinieri, coordinati dal capitano Luca La Verghetta.
Accade tutto di notte. Cicolini, riferiscono gli investigatori, entra in un locale. E qualcuno compone il 112 per segnalare la sua presenza: si sono accorti che è armato. Passa qualche minuto, l’uomo consuma delle bevande alcoliche. All’improvviso si presentano i carabinieri. Un arrivo inatteso per il 46enne che capisce di essere in pericolo e si sbarazza subito della pistola. Impone a chi si trova dall’altra parte del bancone di nascondere l’arma. E poi cerca di dileguarsi. I carabinieri, che lo conoscono per i suoi precedenti, lo fermano per accertamenti. E, subito dopo, controllano le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza. Attraverso le immagini ricostruiscono l’accaduto, recuperano la pistola e avviano una serie di approfondimenti per risalire all’origine della pistola e appurare l’uso che ne è stato fatto.
Il quadro si fa chiaro un po’ alla volta. Per i carabinieri Cicolini, sentendosi scoperto, ha imposto all’addetto del bar di prendere la pistola e di nasconderla dietro al bancone, pur non avendola usata nel locale. Il ritrovamento dell’Arma fa scattare una perquisizione nell’auto dell’uomo. E nel veicolo viene trovato anche un coltello a serramanico lungo 14 centimetri (la lama misura più di 6 centimetri). La pistola, una Browning Pro-9, calibro 9x21, risulta funzionante ed è di provenienza illecita perché è stata acquistata (da altri) molti anni fa nel nord Italia attraverso l’esibizione di un documento falso. E Cicolini non ha titolo per circolare con quell’oggetto pericoloso, che gli è stato portato via insieme al coltello. Ora va scoperto cosa abbia spinto il 46enne di Montesilvano a girare armato, con una pistola che non avrebbe potuto avere.
Nei confronti di Cicolini si è proceduto all’arresto in flagranza e, dopo la convalida, nei suoi confronti è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere.
Non è il primo arresto, per lui. In passato è stato sottoposto agli arresti domiciliari e all’obbligo di dimora a Montesilvano per questioni di droga. E il suo ultimo arresto risale al 16 giugno quando i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale lo hanno trovato in possesso di marijuana e cocaina.
L’operazione dell’altra notte, sottolineano i carabinieri, si è conclusa positivamente grazie all’intervento immediato di più pattuglie la cui azione è stata «rapida ed efficace».
L’arrivo «inaspettato e fulmineo» degli uomini dell’Arma di Montesilvano e Pescara ha lasciato spiazzato il 46enne che non ha avuto la possibilità di farla franca.
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