Va alla sagra, il Comune lo licenzia

28 Luglio 2019

Rapino, così procura e Corte dei conti accusano di truffa il vigile in congedo

RAPINO. Ma c’è chi il lavoro al Comune lo perde dopo essere finito sott’inchiesta per una presunta truffa aggravata. Li chiamano “furbetti” se timbrano il cartellino ma non vanno in ufficio oppure, come sarebbe accaduto in questo caso, se beneficiano della legge 104, per assistere un familiare ammalato, e invece vengono notati alla sagra del paese, al bar oppure alla partita di calcio.
Così sostiene l’accusa. La Guardia di Finanza di Chieti ha svolto indagini su L.M., che all’epoca dei fatti lavorava come vigile urbano a Rapino. E oggi, sulla base di fotografie e testimonianze, i finanzieri ipotizzano che il vigile, invece di assistere il familiare, si assentava dal lavoro per svolgere altre attività nel ristorante di un parente stretto, oppure allo stand allestito dallo stesso locale durante la sagra paesana o addirittura se ne andava tranquillamente ad assistere alla partita di calcio della squadra locale, sotto gli occhi dell’intera cittadinanza.
Erano i mesi di luglio, agosto e settembre di un anno fa. Al campo sportivo, L.M., sarebbe stato visto e riconosciuto il 30 settembre. E proprio per aver abusato dei benefici della legge 104, arrecando un danno al Comune che si trova in provincia di Chieri ed è guidato dal sindaco Rocco Micucci, che il vigile urbano, «percependo un’ingiusta retribuzione e costringendo l’ente ad assumere altri vigili temporaneamente per supplire alla sua assenza», è stato messo sotto accusa dalla procura di Chieti.
All’inizio di luglio, il sostituto Procuratore della Repubblica, Lucia Anna Campo, ne chiede il rinvio a giudizio. E il Gup, Luca De Ninis, ha già fissato per il 17 settembre l’udienza preliminare.
In realtà la vicenda del vigile di Rapino ha già avuto un epilogo. Infatti la commissione disciplinare del Comune, aveva deciso per la massima sanzione: il suo licenziamento in tronco, dopo avere riscontrato l’abuso del diritto della legge 104 da parte del dipendente – così si legge sugli atti – in quanto, «invece di assistere il familiare con handicap si recava a lavorare, regolarmente retribuito dall’ente pubblico, nel ristorante del ...»,
Secondo l’ente, il dipendente avrebbe usufruito in maniera impropria di una parte dei 600 giorni continuativi (più di un anno e mezzo) di congedo straordinario. Ed è così che, a dicembre del 2018, L.M. si è ritrovato senza il suo lavoro. Ma ha subito intentato un giudizio, che è ancora in corso, davanti al Tribunale del Lavoro di Chieti per contestare il licenziamento. La vicenda però si è ulteriormente complicata per lui. Dopo la segnalazione della Guardia di Finanza, anche la Corte dei Conti dell’Aquila ha aperto un procedimento contabile. Il vice procuratore generale, Roberto Leoni, ha firmato un decreto di richiesta di documenti e informazioni.
L’istanza è stata inviata, il 25 luglio scorso, al segretario del Comune di Rapino che, entro il 12 agosto prossimo, dovrà relazionare sulla vicenda, puntando particolare attenzione sugli aspetti economici, cioè gli stipendi percepiti dall’ex dipendente nei mesi di luglio, agosto e settembre del 2018, per calcolare l’eventuale danno arrecato al Comune che lo aveva assunto. (c.s.)