Va in carcere a 81 anni per aver rubato un dvd

Pensionato di Montesilvano deve scontare due anni per un furto del 2008 La sua “condanna”: non aver chiesto la sospensione tramite un avvocato
PESCARA. Si può truffare lo Stato per milioni di euro, corrompere, ricevere mazzette e alla fine farla franca grazie a un buon avvocato, esperto nel cadenzare i tempi della giustizia fino a ottenere che il reato cada in prescrizione, come raccontano ogni giorno le cronache di tutta Italia. Ma guai a rubare un dvd, perché allora sì che si va in carcere, e con una condanna a rimanerci di due anni.
È successo a un pensionato originario di Pescara e residente a Montesilvano, Ugo Guarnieri, classe 1935. A 81 anni, l’anziano martedì mattina è stato prelevato a casa dai poliziotti della Mobile che dopo avergli notificato l’ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Pescara per una rapina aggravata in concorso del 2008 per cui deve espiare due anni di reclusione, lo hanno accompagnato in carcere. A “condannarlo” una dimenticanza, o meglio un disinteresse dello stesso pensionato che dopo la denuncia beccata nel 2008, per aver strattonato una commessa dell’Auchan che lo aveva beccato a rubare il dvd del thriller con Ewan McGregor e Scarlett Johansson, “The Island”, non si è affidato a un avvocato come invece ha fatto la complice che ha ottenuto la sospensione della pena. Un disinteresse diventato dimenticanza per il pensionato, negli otto anni trascorsi da quell’episodio dopo il quale, in verità, Guarnieri ha collezionato altre due denunce, e sempre “per colpa” della sua passione per i film in dvd che ha tentato di rubare anche l’anno scorso: ad aprile all’Iper di Città Sant’Angelo (dove però contro la commessa che l’ha sorpreso ha puntato un coltello, rimediando un’altra denuncia per rapina) e ad agosto a MediaWorld di Città Sant’Angelo dove ha tentato di portarsi via altri 5 film ma senza tirar fuori il coltello che aveva in tasca.
«Gli ho inviato la raccomandata per avvisarlo della notifica ma mi è tornata indietro», racconta l’ultimo avvocato che l’ha seguito. «Non ho avuto risposte e non avendo ricevuto un nuovo incarico ho lasciato perdere», rimarca il legale che chiede di non essere citato. Un disinteresse costato caro al pensionato che al contrario avrebbe potuto fare istanza di sospensione, perché la pena è sotto ai tre anni o, nella peggiore delle ipotesi visto che ha dei precedenti, ottenere almeno i domiciliari per via dell’età. Ma niente, l’81enne non ci ha pensato, non si è preoccupato. E a quelli “inesperti” come lui la giustizia non fa sconti. Mica come quei colletti bianchi che hanno tanto studiato e che sanno come sbrigarsele, certe faccende. Lo racconta Gian Antonio Stella in un recente articolo sul Corriere della Sera: mentre in tutta Europa la quota di detenuti condannati per reati economici e finanziari nel 2014 è salita dal 6 al 7,4 per cento, in Italia è rimasta inchiodata allo 0,6 per cento. Anzi, il numero dei detenuti di questo tipo è sceso da 230 a 228, contro i 12.455 in cella per droga. Per dare la misura, Stella fa il paragone con la Germania: bancarottieri, concussori e truffatori finanziari chiusi nei penitenziari tedeschi sono 6.271 (28 volte di più degli italiani) contro 7.144 dentro per spaccio. «Da noi c’è un colletto bianco in galera ogni 55 spacciatori, da loro sono quasi alla pari, uno a uno». (s.d.l.)
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