Vacanze al mare in sicurezza: così si azzera il rischio contagi

27 Luglio 2021

Gli studi confermano: pericoli minimi all’aperto. Ecco quando le distanze diventano fondamentali

I rischi di contagio in spiaggia sono bassissimi, pressoché nulli se si rispettano alcune semplici regole che abbiamo imparato ormai a conoscere. Recenti studi, infatti, parlano di un solo caso su mille all’aria aperta. Passeggiare, fare attività sportiva, prendere il sole sulla sdraio, guardare il cinema sotto le stelle sono attività sicure. Anche le vacanze al mare possono quindi essere considerate tali, ma la prudenza non deve mai mancare, specialmente in alcune circostanze, per evitare ogni rischio.
TEMPO E DISTANZA
Anche all’aria aperta, seppur raramente, possono verificarsi occasioni di contagio. In questo caso due sono le variabili che possono fare la differenza: il tempo e la distanza. All’aperto i droplets - ossia le goccioline più grandi, emesse parlando, respirando, urlando - cadono entro cinquanta centimetri. L’aerosol, che sono goccioline più piccole emesse con le stesse modalità ma destinate a evaporare, si dissolvono invece entro un metro e mezzo. Detto ciò, secondo gli studi degli esperti il rischio di contagio comincia a diventare non trascurabile se ci si trova di fronte a una persona infetta che parla per un periodo superiore a 15 minuti a meno di un metro e mezzo di distanza.
I RAGGI ULTRAVIOLETTI
Un aiuto a combattere il virus in estate arriva dai raggi ultravioletti. Questi infatti sono in grado di inattivare il virus in alcune decine di secondi. Un tempo rapido, ma non si conosce ancora se sufficiente a evitare un contagio a distanze ravvicinate.
IL VENTO
All’aria aperta anche il vento è in grado di fornire il suo contributo alla causa. Proprio come accade con le polveri sottili diluisce la concentrazione del virus: la brezza marina aiuta la dispersione del virus riducendo l’eventuale dose inalata rispetto ad una analoga esposizione in assenza di vento.
IN SPIAGGIA SUL LETTINO
Va precisato che gli scenari analizzati in questa guida presuppongono l’assenza di mascherine all’aperto e riguardano persone non vaccinate. Tuttavia i rischi di contagio da Covid calano drasticamente per chi è immunizzato, in base alla protezione del singolo vaccino e alla fase del ciclo vaccinale in cui si trova. Stando sdraiati sul lettino a prendere il sole, anche a soli 30 centimetri dal vicino di ombrellone il rischio di contagio è praticamente nullo se con questa stessa persona non c’è una conversazione. Parlando, infatti, si emettono più “goccioline”, i cosiddetti droplets e aerosol. Per questo la chiacchierata sotto l’ombrellone è meglio evitarla se non si riesce a garantire una distanza di un metro e mezzo: se inferiore, il rischio di contagio può salire fino al 10 per cento dicono gli scienziati.
IN MARE E PISCINA
Il Covid rilasciato da una persona infetta che nuota in mare è improbabile che sopravviva. La carica virale, infatti, si disperde velocemente grazie anche all’azione delle correnti, dei raggi ultravioletti e della salinità dell’acqua. Discorso simile vale per chi si reca nelle piscine, essendo il cloro in grado di distruggere i virus. Va comunque mantenuta una distanza di almeno mezzo metro tra i bagnanti.
LE CABINE
Altro luogo con cui si ha a che fare in spiaggia sono le cabine. Solitamente pur essendo piccole ci si sofferma per brevissimo tempo. L’eventuale gocciolina emessa da una persona infetta si disperde rapidamente una volta aperta la porta. Il rischio di contagio è pertanto da considerarsi quasi nullo.
FITNESS
Attività come spinning o fitness richiedono un maggior impegno cardiovascolare con emissione di più droplets e aerosol. Ma con un distanziamento di un metro e mezzo questi sport sono sicuri perché l’aerosol all’aperto si disperde.
PARTITE A CALCETTO
Per gli sport da contatto come basket e calcetto, invece, viene a mancare la distanza di sicurezza. Tuttavia i tempi in cui gli atleti restano molto vicini sono brevi e il rischio di contagio, di conseguenza, è limitato.
BAR
Al bancone del bar se si scambiano poche parole - il tempo dell’ordinazione - a una distanza di un metro e mezzo i rischi sono trascurabili. Ma anche ad una distanza più ridotta il pericolo di contagio resta comunque limitato (0,1%). Al contrario, se la conversazione si dilunga, secondo gli studi a 80 centimetri il rischio sale all’1%. In questo caso è opportuno distanziarsi.
LE VIE DELLA MOVIDA
Nelle località marine le vie del centro la sera sono spesso molto affollate. È probabile che in simili situazioni si percepisca una situazione di insicurezza dal momento che ci si sente circondati da gente non conosciuta. Tuttavia va ricordato che le persone si incrociano solo per qualche secondo: l’eventuale dose di aerosol infetto che si inala sarebbe insufficiente a causare l’infezione.