Vaccinazione dei profughi ucraini Fazii: pronti a garantire assistenza

PESCARA. Casi Covid in aumento in città, ma per ora il sistema sanitario regge. «Tra dieci giorni potremo cominciare a rivedere i numeri in calo, ma la priorità ora è immunizzare i tanti ucraini che...
PESCARA. Casi Covid in aumento in città, ma per ora il sistema sanitario regge. «Tra dieci giorni potremo cominciare a rivedere i numeri in calo, ma la priorità ora è immunizzare i tanti ucraini che stanno arrivando in Abruzzo. Circa il 60% di loro non è vaccinato». Parola di Paolo Fazii, direttore del laboratorio di Virologia dell’ospedale pescarese e membro del Comitato tecnico scientifico regionale. «Per fortuna», spiega il virologo, «il virus circola fuori e non dentro le corsie degli ospedali». Ieri a Pescara sono stati scovati 151 nuovi positivi e 340 in tutta la provincia. Dati in leggero calo rispetto a martedì (173 in città e 432 in provincia). Ma in crescita rispetto a 7 giorni fa, quando ne erano stati scovati 249 a Pescara e appena 94 in provincia. «Sono due i motivi principali del rialzo dei contagi», spiega Fazii, «il freddo, perché aumenta la circolazione del virus e spinge le persone ad assembrarsi nei luoghi chiusi. In più, l’attenzione generale sul Covid è calata: ci siamo tutti dimenticati che la pandemia è ancora in corso».
Dopo i numeri spaventosi dei mesi scorsi, dovuti alla variante Omicron, Fazii sostiene che il Covid ha perso parte della sua aggressività: «Si è affievolito nella sua patogenicità», spiega il virologo, «ma alcune categorie, come ad esempio gli anziani non vaccinati, continuano a rischiare grosso in caso di contagio». Di certo, il virus ha allenato la sua pressione sugli ospedali. «In generale, nelle ultime settimane, l’impatto sui reparti si è affievolito», sottolinea, «ma il virus continua a circolare in città, quello che posso dire è di mantenere alta la guardia. Chi non è vaccinato, lo faccia subito». Nonostante il rialzo dei contagi, secondo Fazii la curva potrebbe tornare a scendere a breve. «Tra una decina 10 giorni dovremo cominciare a vedere una minore circolazione del virus, legata all’arrivo dei primi caldi. Mi aspetto anche un’estate più serena delle altre, visti i grandi numeri della campagna vaccinale».
E poi c’è l’incognita legata all’arrivo dei tanti profughi ucraini: «In Abruzzo abbiamo registrato che circa il 60% di loro non è vaccinato, alcuni rifiutano il vaccino o trovano il modo per non vaccinarsi. Non possiamo obbligarli, ma immunizzarli dovrebbe essere una priorità». L’arrivo dei profughi, in ogni caso, non è tra i motivi del rialzo dei contagi. Sulla curva in crescita, c’è l’ombra della sottovariante Omicron 2: «Diventerà il ceppo predominante perché sembra avere il 30% in più di trasmissibilità rispetto a Omicron».

