Vaccinazioni, oggi il via con le prime 9.360 dosi

Parte la campagna vaccinale nelle quattro Asl: priorità agli operatori sanitari più a rischio Per la profilassi di massa in campo anche i medici di famiglia. Marsilio: «Dal 7 saremo gialli»
PESCARA. Parte oggi in Abruzzo la campagna di vaccinazione anti Covid-19 con le prime 9.360 dosi recapitate da Pfizer. Sono 29.069, tra personale sanitario e ospiti delle strutture per anziani, le persone che rientrano nelle categorie individuate come prioritariamente destinatarie del vaccino contro il Covid-19. I primi ad essere vaccinati saranno medici, infermieri e operatori sanitari che lavorano nei team vaccinali, nei reparti di malattie infettive, nelle medicine e pneumologie Covid e nei pronto soccorso.
Ma si pensa già alla seconda fase quando la profilassi coinvolgerà in massa la popolazione. Non prima di marzo sarà il turno degli anziani sopra gli 80 anni ricevere le dosi per allora disponibili. A quel punto potrebbero scendere in campo anche i medici di famiglia che avrebbero il compito di chiamare gli anziani e di organizzare la vaccinazione, anche domiciliare nel caso si tratti di persone che non possono muoversi da casa. Intanto, il presidente della Regione Marco Marsilio annuncia che l’Abruzzo tornerà in zona gialla dal 7 gennaio.
OGGI IL VIA. Stamattina in Abruzzo partirà la prima fase della vaccinazione anti Covid-19 riservata agli operatori sanitari dopo il “Vaccino day” del 27 dicembre che ha dato il via simbolico alla campagna vaccinale. Le prime vaccinazioni verranno effettuate oggi negli ospedali dell’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo, Avezzano, Sulmona, Giulianova, Sant’Omero e Atri. Nel dettaglio, alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e alla Asl di Pescara sono state recapitate 2.340 dosi per ciascuna azienda, alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti 3.510 dosi e alla Asl di Teramo 1.170 dosi. La quantificazione è stata stabilita sulla base del personale sanitario in servizio sia nei presidi pubblici, sia in quelli privati accreditati.
Ad oggi sono circa 16mila (su 20.306 unità) gli operatori abruzzesi – medici, infermieri, operatori sociosanitari dipendenti di strutture pubbliche e private – che hanno manifestato la disponibilità a sottoporsi al primo scaglione di vaccinazioni (lunedì avremo il dato definitivo). Conclusa questa fase, si passerà al personale ospedaliero degli altri reparti e successivamente a quello dei distretti sanitari di base e delle strutture per anziani, dove saranno sottoposti a vaccinazione anche gli ospiti.
LA VACCINAZIONE DI MASSA. Come previsto, si è data precedenza ai sanitari per arrivare a ospedali Covid free che non risentano di carenze di organico determinate dalla indisponibilità di medici e infermieri contagiati e che garantiscano ai pazienti un’assistenza sicura. Ci si interroga già, però, sull’avvio della seconda fase, quando la vaccinazione si allargherà sulla popolazione esterna a ospedali e Rsa, a cominciare dagli over 80 anni. La vaccinazione andrà prenotata? Come avverrà la somministrazione? Occorrerà recarsi personalmente in un ambulatorio o in un gazebo contrassegnato dalla primula, il fiore scelto per identificare la campagna vaccinale? Il commissario Domenico Arcuri non ha ancora dato indicazioni alle Regioni. La strategia dipenderà dal tipo di vaccino disponibile a marzo quando potrebbe avere avvio la campagna di massa. Non ci sono linee precise a livello ministeriale perché c’è il problema della disponibilità dei lotti con le fiale. Finché non si hanno numeri degli invii e date di consegna certi è difficile abbozzare una strategia che deve tener conto di molte variabili.
LA SOMMINISTRAZIONE DAI MEDICI DI FAMIGLIA. Tra le ipotesi, medici di famiglia, farmacie e vaccinatori appositamente formati in campo potrebbero scendere in campo nella campagna vaccinale di massa. Come detto dal ministro della Salute Roberto Speranza, sarà necessario avvalersi delle figure «che meglio di tutti conoscono capillarmente i loro pazienti». Il cittadino dove dovrà andare a farsi il vaccino? Il commissario per l’emergenza Arcuri ha indicato come punti di riferimento i gazebo contraddistinti dalla primula bianca che verranno organizzati in luoghi strategici per la somministrazione. Però questo potrà valere per la popolazione generale, non per le categorie fragili. Difficile pensare che gli ultra ottantenni si spostino da casa per raggiungere i gazebo, anche se autonomi. I medici di famiglia, dunque, potrebbero organizzare la vaccinazione degli anziani, anche a domicilio.
«DAL 7 SIAMO GIALLI». Il presidente della Regione Marsilio, nell’analizzare i parametri sanitari regionali in miglioramento, annuncia che dal 7 gennaio torneremo in zona gialla. «I dati diffusi nell’ultimo report della Cabina di regia certificano che l’Abruzzo è oggi la regione con l’indice Rt più basso d’Italia, a 0,65 (con una media nazionale di 0,93)», dice Marsilio. «Questo ci permette di garantire una ripartenza in fascia gialla in condizioni di relativa sicurezza e con una situazione sanitaria sotto controllo. La certezza che il 7 gennaio l’Abruzzo sarà in fascia gialla è stata ribadita anche in occasione di un colloquio telefonico che ho avuto con Speranza. Da notare che all’interno della regione», conclude Marsilio, «le province che hanno subito il maggior impatto nella seconda ondata (e che hanno già effettuato lo screening di massa) registrano i valori più bassi, mentre sono Pescara e Chieti ad alzare la media regionale. Una ragione in più per rinnovare l’appello a partecipare allo screening che partirà lunedì in provincia di Pescara e subito dopo anche a Chieti».
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