Vaccini, 280 medici di famiglia pronti dalla prossima settimana

11 Marzo 2021

Cominceranno nelle sedi territoriali (Pala Becci e Pala Dean Martin) in supporto del personale Asl Appena riceveranno le forniture, avvieranno le somministrazioni anche a domicilio e negli ambulatori

PESCARA. Vaccinazioni anti Covid: i medici di famiglia pronti alle somministrazioni nei centri vaccinali della Asl già dalla prossima settimana.
Dopo l’accordo ufficializzato dalle organizzazioni sindacali di categoria Smi, Fimmg, Snami e Intesa sindacale, con la Regione Abruzzo che li autorizza a partecipare alla campagna vaccinale, 280 professionisti di Pescara e provincia si stanno organizzando per entrare nel vivo dell’operatività, come richiesto dalla categoria ormai da mesi. E come sollecitato anche dal sindaco Carlo Masci in una lettera-appello in cui invitava i medici a entrare in azione.
L’obiettivo dell’operazione è accelerare l’attività vaccinale in un momento storico in cui l’emergenza sanitaria non dà tregua con impennate continue di contagi. E supportare il grande lavoro effettuato, sin qui, dai sanitari Asl. I medici di base potranno aderire alla campagna su base volontaria. Percepiranno una remunerazione pari a 6,16 euro per ogni singolo inoculo a cui si aggiungeranno 18,90 euro se il servizio è a domicilio. Potranno vaccinare negli studi medici, recarsi nelle abitazioni dei pazienti o nei centri territoriali come il Pala Becci di Pescara, il Pala Dean Martin di Montesilvano e altre strutture territoriali operative.
Fino a 45 euro lordi, invece, percepiranno i medici di continuità assistenziale (ad esempio, le guardie mediche) che presteranno servizio nei Punti di vaccinazione territoriale. I vaccini, per motivi precauzionali e di sicurezza, sono custoditi e protetti in ambienti sanitari refrigerati top secret.
«Piena soddisfazione» sull’intesa appena siglata con l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, è stata espressa da Silvio Basile, referente dello Smi, Sindacato medici italiani, che svela il contenuto dell’accordo e gli orientamenti futuri per soddisfare le esigenze delle migliaia di assistiti e utenti che si potranno rivolgere ai medici di base per essere vaccinati, previa prenotazione sulla piattaforma regionale sanita.regione.abruzzo.it.
Dottor Basile, quando inizierete a vaccinare chi si è prenotato sulla piattaforma regionale?
«Appena saranno disponibili i vaccini. Siamo pronti a inoculare qualunque tipo di siero, Pfizer, Moderna, Astra Zeneca, nel rispetto delle indicazioni che riceveremo dai vertici sanitari. Ma siamo soprattutto in attesa del siero Johnson & Johnson, in fase di approvazione dall’Ema e dall’Aifa quindi i tempi si allungheranno di qualche giorno, perché, al contrario degli altri, è sufficiente una sola somministrazione e non due. Intanto dalla prossima settimana inizieremo ad operare nei centri vaccinali»
Chi vi fornirà le dosi e in quali quantità?
«In quali quantità non sappiamo ancora, ma la fornitura arriverà dalle Asl. Le farmacie ospedaliere si occupano dello scongelamento delle dosi e della ricostruzione. Dovremmo ricevere dosi pronte in confezioni da 8-10 di AstraZeneca e 6 Pfizer. In attesa di Johnson & Johnson»
Come conserverete le dosi vaccinali preparate?
«Nei nostri frigoriferi, tra 2 e 8 gradi, entro 30 giorni dalla ricostruzione. Una volta tirata fuori dal frigo, la dose deve essere usata entro le successive 6 ore».
Contatterete i vostri assistiti direttamente?
«Sì, anche con il Coc, valuteremo i calendari. Aiuteremo le persone anche a iscriversi alla piattaforma, qualora qualcuno fosse sprovvisto della manifestazione di interesse. Ma vaccineremo anche coloro che risulteranno inseriti nelle liste che ci consegnerà la Regione».
Partirete dai soggetti di quale età?
«Il nostro intento è supportare il lavoro dei sanitari Asl nelle vaccinazioni in corso agli over 80, alle forze dell’ordine e al personale scolastico».
A quando le somministrazioni dei pazienti con patologie a rischio?
«L’obiettivo è accelerare su questo versante. E forse accadrà in tempi più brevi rispetto al previsto. Da domani aspettiamo una circolare che potrebbe ridisegnare le priorità vaccinali e quindi anticipare, di qualche settimana, la somministrazione ai soggetti fragili. Ma ripeto, accadrà solo se cambieranno le prossime disposizioni».
Malgrado tamponi e vaccini, i contagi non accennano ad arrestarsi.
«La variante inglese ha la capacità di infettare più velocemente. La speranza è che la situazione diventi più gestibile. E poi dovranno essere valutati i periodi di immunità dei vaccini, da ripetere nel tempo».
Qualche medico si è rifiutato di scendere in campo?
«Non mi risulta, aspettavamo da tempo questa opportunità».
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