Vaccini a 76mila bambini: tutti i consigli per i genitori

13 Dicembre 2021

Si parte da giovedì 16, ecco le risposte dell’Iss ai dubbi e timori più frequenti

PESCARA. Mancano solo tre giorni alle baby dosi. Da giovedì infatti partono le vaccinazioni per 75.954 bambini abruzzesi tra i 5 e gli 11 anni. Un passo importante nella lotta al Covid visto che, in questa fase, proprio i più piccoli rappresentano un veicolo per il contagio di genitori e nonni.
Secondo i dati dell’Istat, sono 22.015 i bambini nella fascia d’età 5-11 che possono ricevere il vaccino nel Chietino, di cui 2.610 a Chieti, 2.549 a Vasto e 2.019 a Lanciano. Poi c’è il Pescarese con 19.337 under 12, di cui 6.954 solo a Pescara e ben 6.651 a Montesilvano. Segue il Teramano con 17.762 bambini tra i 5 e gli 11 anni, di cui 3.103 a Teramo e 1.563 a Roseto. Nell’Aquilano ne troviamo 16.840, di cui 4.148 nel capoluogo, 2.786 ad Avezzano e 1.150 a Sulmona.
Per fare chiarezza su tutti gli aspetti principali, legati alla vaccinazione dei bambini, l’Istituto superiore di sanità ha pubblicato le Faq sulla vaccinazione anti Covid nella fascia 5-11 anni, cioè le risposte principali ai dubbi sui vaccini. Dai lievi effetti collaterali a cosa fare per preparare il bambino alla vaccinazione. Vediamole nel dettaglio.
Quali sono gli effetti
del Covid-19 sui bambini?
Anche se in misura minore rispetto agli adulti, nei bambini l’infezione da coronavirus può comportare dei rischi. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, 6 bambini su 1.000, contagiati dal Covid, vengono ricoverati in ospedale e 1 su 7.000 finisce in terapia intensiva.
Tuttavia, anche nei casi in cui l’infezione da Covid decorra in maniera asintomatica, non è possibile escludere la comparsa di altre complicazioni, come la sindrome infiammatoria multisistemica (una malattia rara ma grave che colpisce contemporaneamente molti organi), e il “long Covid”, cioè la presenza di strascichi del virus, o di altri effetti indesiderati legati all’infezione, a distanza di mesi dalla negativizzazione.
Quale tipo di vaccino viene dato ai bambini DA 5 A 11 anni?
Il vaccino pediatrico approvato dall’Ema (l’Agenzia europea per i medicinali) è quello Pfizer-Biontech, che ha lo stesso principio attivo del siero per gli adulti. Nel caso dei bambini, però, la dose di vaccino è solo un terzo di quella somministrata agli adulti. A circa tre settimane di distanza dalla prima, il bambino dovrà poi effettuare anche la seconda dose.
Cosa fare per prepararE
I bimbi alla vaccinazione? ?
Secondo l’Iss, è opportuno parlare con il bambino prima della vaccinazione per spiegargli bene cosa sta per fare. Non è raccomandato dare farmaci antidolorifici per cercare di prevenire eventuali effetti collaterali. È opportuno anche comunicare al medico vaccinatore eventuali episodi di allergie avuti dal bambino in passato.
Quali sono le cose da fare dopo la vaccinazione ?
Dopo la vaccinazione, gli operatori sanitari vi chiederanno di attendere 15-30 minuti prima di lasciare il centro vaccinale, per monitorare l’eventuale comparsa di reazioni allergiche e, nel caso, poter intervenire tempestivamente.
Quali possono essere
GLI effetti collaterali?
Sul braccio dove è stata fatta l’iniezione, il bambino potrebbe avvertire un leggero dolore, rossore e gonfiore.
Potrebbero inoltre manifestarsi sintomi quali stanchezza, mal di testa, dolori muscolari, brividi, febbre e nausea. Ma questi sintomi sono generalmente di lieve entità e si risolvono nel giro di 1-2 giorni.
ED ECCO INFINE LE FAKE NEWS.
Le risposte date dall’Iss contribuiscono a sgomberare i principali dubbi legati alla vaccinazione dei bambini. Ma l’Istituto Superiore di Sanità ha anche smontato tutte le fake news legate al vaccino.
Anzitutto, non è vero che i bambini non possono ammalarsi di Covid e che, per questo motivo, è inutile vaccinarli. Solo ieri sono stati ben 81 gli under 12 contagiati in Abruzzo (su 362 positivi) e oggi altrettanti. E questo testimonia quanto si stia diffondendo pericolosamente il virus in quella fascia d’età.
L’Iss ha chiarito anche che gli effetti avversi del vaccino, nei bambini, sono rarissimi e in generale di lieve entità. In più, non è vero che il numero di bambini che hanno partecipato al programma di sviluppo clinico dei vaccini è troppo piccolo per rilevare potenziali rischi di miocardite associata alla vaccinazione. Anzi, l’ok alla vaccinazione per i più piccoli è arrivato solo in questa fase proprio per la necessità di effettuare studi approfonditi.
Non è vero, infine, che i vaccini agevolano processi infiammatori o indeboliscono il sistema immunitario ancora non sviluppato dei bambini: forniscono solo una protezione fondamentale nella lotta alla pandemia.
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