Vaccini, c’è il sì alla quinta dose Ma l’Abruzzo partirà in ritardo

Potranno farla tutti gli over 80 e i fragili dai 60 anni in poi che hanno ricevuto il secondo richiamo
PESCARA. Il Covid corre, la lotta al virus insegue, l’Abruzzo per ora resta distaccato. Il via libera alla quinta dose di vaccino contro il Covid è una nuova svolta che però ci trova impreparati per quanto riguarda la fascia più a rischio, gli over 80, direttamente interessata al terzo richiamo. Andiamo con ordine.
CHI PUÒ AVERLA
Il ministero della Salute ha diramato una circolare che si basa sulle indicazioni fornite dal Consiglio superiore di Sanità (Css), l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e l’Istituto superiore di sanità (Iss), sul richiamo con i nuovi vaccini a Rna-bivalenti (contro Omicron BA.1 e BA.4 e BA.5), chiarendo alcuni punti importanti sulla somministrazione della quinta dose.
Possono riceverla innanzitutto gli over 80 che hanno avuto già il secondo booster (cioè la quarta dose), specifica il documento, purché siano trascorsi 120 giorni dall’ultima somministrazione o dalla malattia.
PERCHÉ LA SVOLTA
L’indicazione del ministero è legata all’attuale quadro epidemiologico, in cui è aumentata la circolazione del virus e l’Rt è sopra la soglia epidemica. Secondo il rapporto più recente dell’Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) l’incidenza settimanale a livello nazionale infatti è salita a 504 casi ogni 100mila abitanti contro il dato precedente di 441.
Così come l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,30, in aumento rispetto alla settimana precedente e superiore al valore soglia. Dati che spingono a un’ulteriore accelerazione sulle vaccinazioni.
LE ALTRE CATEGORIE
Oltre che agli over 80 la quinta dose è raccomandata per gli ospiti delle Residenze sanitarie assistite (Rsa) e per gli over 60 fragili.
Ma «su richiesta dell’interessato, anche tutti gli altri soggetti ultrasessantenni che hanno già ricevuto un secondo richiamo con vaccino a mRna monovalente, potranno comunque vaccinarsi con un’ulteriore dose del nuovo vaccino a mRna bivalente, una volta trascorsi almeno 120 giorni dal secondo richiamo o dall’ultima infezione da Sars-CoV-2 (i giorni sono da calcolare partendo dal test diagnostico positivo, ndr). Nella circolare viene inoltre precisato che i nuovi vaccini bivalenti sono già autorizzati da Ema e Aifa e consigliati per l’utilizzo come dose di richiamo, a prescindere dal numero di dosi precedentemente ricevute.
IL DOPPIO CANALE
Negli aggiornamenti si ricorda che si può ricevere la quinta dose in concomitanza con altri vaccini ed è soprattutto importante considerare la possibilità di una somministrazione contro il Covid e anti-influenzale nella stessa seduta. Fa eccezione il vaccino contro il vaiolo delle scimmie per il quale è richiesta una distanza di tempo di almeno 4 settimane. Ma rispetto alla circolare sulle quinte dosi l’Abruzzo parte con l’handicap. Vediamo perché.
LE POSIZIONI DELL’ABRUZZO
Per quanto riguarda il totale delle quarte dosi, risale tra le regioni dal 17° al 14° posto con 53.044 somministrazioni. L’andamento è infatti in crescita come dimostra il rapporto giornaliero pubblicati dal ministero della Sanità: le quarte dosi di martedì 18 ottobre sono state 1.041 contro le 943 di martedì 11.
Il punto debole che però incide sul via libera alle quinte dosi è il numero dei vaccinati con almeno una dose che vede l’Abruzzo in maglia nera: ultimo in Italia per gli over 80 con una copertura dell’85,3 per cento. In questa classifica basata sulle fasce di età il dato migliore regionale riguarda la fascia che va dai 12 ai 19 anni, con un nono posto in Italia grazie a una copertura dell’84.61 per cento.

