Vaccini contro l’influenza Dosi per 355mila a rischio

Via dall’11 ottobre. Gratis per bimbi e ultra 60enni. Aiuta la diagnosi del Covid
Parte la vaccinazione di massa anche contro il virus dell’influenza. Dall’11 ottobre in Abruzzo comincerà la somministrazione delle dosi gratis per 355mila soggetti a rischio. Tra questi, anche bimbi con meno di 6 anni e ultrasessantenni che, insieme a tutti gli operatori sanitari, potranno vaccinarsi gratuitamente. Il siero antinfluenzale sarà molto utile anche contro il Covid, perché aiuterà i medici ad accelerare la diagnosi ragionando per esclusione. Se un paziente vaccinato contro l’influenza presenta sintomi come febbre o spossatezza, infatti, si è certamente ammalato di Covid. Così dicono gli esperti e così ribadisce, nell’articolo in basso, l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì.
A CHI È CONSIGLIATO Il sistema sanitario regionale è dunque chiamato ad uno sforzo vaccinale ulteriore, parallelo a quello anti Covid. La macchina abruzzese si metterà in moto già dalla prossima settimana, quando verranno consegnate le dosi di vaccino antinfluenzale alle 4 Asl. La consegna delle fiale verrà completata entro i primi dieci giorni di ottobre e la nuova campagna coinvolgerà diverse categorie a rischio. Ad alcune di queste la vaccinazione è fortemente raccomandata: parliamo degli over 60, dei bambini con meno di 6 anni, ma anche degli operatori sanitari. In particolare, la raccomandazione è rivolta a chi opera nei reparti più a rischio di trasmissione dell’influenza, come il pronto soccorso, le terapie intensive e le residenze sanitarie assistenziali. Ma nella lista di coloro a cui è consigliato il vaccino antinfluenzale ci sono anche le persone con patologie di base e le donne in gravidanza.
PERCHÉ VACCINARSI I motivi per cui vaccinarsi contro l’influenza stagionale sono molteplici e si intrecciano con la volontà di frenare l’avanzata del Covid. Con l’antinfluenzale, infatti, è possibile proteggere le categorie a rischio ed evitare un’epidemia influenzale in alcune fasce di popolazione estremamente fragili. Ma in questo momento storico della pandemia il vaccino antinfluenzale è uno strumento molto utile anche contro il Covid. I medici, infatti, potranno accelerare la diagnosi di quest’ultimo ragionando semplicemente per esclusione. Se un paziente vaccinato contro l’influenza presenta sintomi come la febbre alta e la spossatezza, infatti, si sarà certamente ammalato di Covid. I sintomi dell’influenza comune, infatti, almeno in una fase iniziale sono molto simili a quelli del Covid. In questo modo, accelerando la diagnosi, sarà anche possibile far partire le cure in anticipo.
COME VACCINARSI Sono diversi i canali previsti dalla Regione per facilitare l’immunizzazione delle categorie a rischio. In prima battuta toccherà alle singole Asl, che hanno anche ricevuto un sostegno economico in base al numero di over 65 presenti nelle 4 province (come spiegato nell’articolo in basso), attivare degli ambulatori specifici per fare i vaccini antinfluenzali. Ma potranno farli anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. La Regione ha anche specificato che i soggetti interessati potranno ricevere il vaccino in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche qualora dovessero fare ritardo all’appuntamento per l’inoculazione.
GLI OBIETTIVI L’obiettivo è superare il 65 per cento di vaccinati tra i più fragili. Lo scorso anno tutte le Asl abruzzesi hanno vaccinato almeno il 60% delle fasce a rischio. Con una campagna di vaccinazione efficace, poi, sarà possibile garantire una copertura immunitaria rilevante non solo alle categorie più fragili. L’obiettivo, infatti, è anche quello di tutelare in modo particolare gli operatori sanitari, evitando che possano trasformarsi in veicoli di infezione nei loro luoghi di lavoro, dove la presenza di soggetti deboli aumenta il rischio di un’epidemia influenzale. Tra gli obiettivi principali della campagna di vaccinazione antinfluenzale, c’è anche quello di proteggere i bambini con meno di 6 anni, considerati particolarmente esposti al rischio d’infezione.
IL CONFRONTOLa Regione farà uno sforzo importante per la campagna vaccinale contro l’influenza di quest’anno e i numeri lo certificano. Basti pensare che nel 2018 erano state acquistate 245mila dosi di vaccino antinfluenzale (pagate quasi 1 milione e 400mila euro). Nel 2019 le dosi sono salite a 247mila, mentre nel 2020 sono cresciute ulteriormente, toccando quota 301.500 (con una spesa di circa 2 milioni e 300mila euro). Quest’anno, invece, arriveranno oltre 100mila dosi in più rispetto al 2018 (355mila) e l’investimento economico è stato praticamente raddoppiato rispetto allo scorso anno (pari a 4.676.970 euro).

