Vaccini contro l’influenza Gara d’appalto in salita

Occorrono subito oltre 250mila dosi: trovarle tutte è diventato impossibile
PESCARA. Quest'anno in Abruzzo il numero di persone da vaccinare contro l'influenza dev’essere il più alto di sempre. Soprattutto perché il vaccino aiuta a prevenire anche il Covid-19. Fa scoprire prima il contagio da coronavirus in quelle persone alle quali si alza improvvisamente la febbre ma sono già immunizzate contro l'influenza.
LA SCALATA. In parole semplici, permette di escludere immediatamente che quei sintomi siano dell’influenza. Ma in Abruzzo va in salita l’appalto per l'acquisto di migliaia di dosi gratuite per le categorie a rischio. Indetta all'inizio di luglio, la gara doveva essere già conclusa per avere le dosi necessarie entro, e non oltre, il mese settembre. Ma l’aggiudicazione è in ritardo. Un preoccupante ritardo.
CHI PRIMA ARRIVA. Da quest'anno infatti, su precisa indicazione del Ministero della Salute, le vaccinazioni contro il virus dell’influenza partiranno un mese prima, già dal primo ottobre, a differenza degli anni passati quando la distribuzione avveniva a novembre.
Ma allora non c’era lo spettro del Covid da combattere. In tutte le regioni quindi è già scattata da almeno due mesi la corsa ai vaccini antinfluenzali. I tempi sono stretti, chi arriva tardi resta senza dosi. Così l’Abruzzo da domani entra in una settimana decisiva.
GOLA PROFONDA. «Sì, siamo in ritardo nell'aggiudicazione della gara perché c'è un problema nell'approvvigionamento delle dosi», ammette dall’Aric, l'Agenzia regionale di informatica e committenza, una fonte che però chiede l'anonimato perché la gara d’appalto è ancora in corso e una frase detta in più può comprometterla, inficiando tutto nel momento più delicato dell’iter amministrativo per l’acquisto.
È in ritardo perché? «C'è il sentore di un accaparramento da parte di qualcuno», è la sola frase aggiunta dalla fonte Aric, Stazione unica appaltante-soggetto aggregatore della Regione, con sede a Tortoreto, che quest'anno ha di fatto estromesso anche il Dipartimento regionale di Salute e Welfare dall'acquisto in quantità massicce delle dosi di vaccini antinfluenzali.
CHI L’HA VISTO? Ma sul sito dell’Aric non c'è traccia del bando 2020 né dei costi per ciascuna dose da acquistare. Così non è possibile sapere se il prezzo unitario, messo a base d'asta, è troppo basso e questo, come è accaduto in Lombardia, potrebbe aver scoraggiato i fornitori. Né si conosce numero di dosi necessarie e se queste sono superiori alla quantità acquistata nel 2019, quando sono state oltre 245mila da suddividere tra le quattro Asl.
La richiesta per il 2020 però non può non essere maggiore per tre motivi. Il primo è strettamente legato all'epidemia da Covid-19 e ai vantaggi che la vaccinazione antinfluenzale permette di avere in fase di diagnosi. Il secondo motivo è legato all'allargamento, deciso a giugno dalla Regione Abruzzo, della platea di chi ha diritto alle dosi gratuite che, da quest'anno, vengono garantite agli ultrasessantenni (prima era per gli ultrasessantacinquenni) e ai bambini da 0 a 6. Ed infine c'è un terzo motivo dovuto a una legge di mercato inevitabile che ha modificato l'offerta e la richiesta: in Puglia, Campania e Marche, la vaccinazione contro l’influenza è diventata obbligatoria per le categorie ad alto rischio, come quelle degli operatori sanitari, delle forze dell'ordine, degli operatori sociali, mentre in Abruzzo è solo consigliata.
DUE PAGINETTE. Così questa scelta della nostra Regione ha di fatto creato un gap con le altre che necessariamente si sono attivate in anticipo per accaparrarsi il maggior numero di dosi possibili.
Ma torniamo all’Aric. I soli dati finora resi pubblici dall’ente sono contenuti in una determina di due paginette firmata da una dirigente dell'agenzia regionale. L'atto è datato 26 giugno 2020, l'oggetto è: «Affidamento della fornitura di vaccini antinfluenzali - campagna vaccinale 2020/2021- occorrenti alle aziende del servizio sanitario della Regione Abruzzo e del Molise».
MINOR PREZZO. Il dirigente amministrativo in questo atto stabilisce il valore dell'appalto, stimato in complessivi 2 milioni 392.460 euro, Iva esclusa, e la durata del contratto di 12 mesi. Aggiunge che il criterio di valutazione sarà quello del minor prezzo e infine specifica che «le liquidazioni dei pagamenti dei corrispettivi in favore della società aggiudicataria saranno effettuati dalle singole Asl della Regione Abruzzo».
I lotti appaltati sono 4, ciascuno riferito a un particolare tipo di vaccino che viene consigliato alle diverse categorie di persone a rischio, cioè ai bambini oppure gli anziani e ai cardiopatici. Non è escluso che l'accaparramento che sta causando i ritardi, e rischia di compromettere l'acquisto delle dosi, si riferisca a uno o due lotti. Se così fosse il problema, si lascia sfuggire la fonte Aric, sarebbe superabile sul filo di lana perché i vari tipi di vaccini, dal trivalente al tetravalente, sono solo consigliati alle diverse categorie e non esclusive. Quindi se manca un lotto si può sopperire con un’altra delle restanti forniture. Ma qui entriamo in un campo medico.
TRASPARENZA. Agli abruzzesi invece interessa sapere se da ottobre potranno vaccinarsi gratuitamente, per chi ne ha diritto, contro l'influenza per creare una sentinella contro il Covid-19. Tutto il resto importa poco se non un tassello mancante legato alla trasparenza: l'assenza sul sito dell’Aric dei principali atti di gara.
A differenza di ciò che accadeva in Abruzzo negli anni scorsi quando l'acquisto di migliaia di dosi era curato dal Dipartimento di Salute e Welfare e si sapeva tutto.

